L’aggressività? Eccovela spiegata

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Si era parlato del fatto che in America le persone siano più aggressive che in Europa, e si era data la colpa ai grassi insaturi contenuti in esagerate quantità nella loro dieta da fast food. Oggi Neil Johnson dell’Università di Miami studia anch’egli l’aggressività umana e pubblica uno studio su Nature; ma con una teoria che ambisce a diventare un sistema. Sembra infatti che, qualora dovesse avere ragione, verrà fondata una scienza nuova.

Secondo Johnson e il suo team i conflitti della società, a qualunque livello si manifestino, devono essere descritti, in base alle sue sperimentazioni, da una qualche legge matematica. Infatti il professore nota come per l’uomo valga in una qualche maniera approssimata una legge di potenza secondo la quale il tempo utile al compimento di un’azione diminuisce proporzionalmente alla sua reiterazione. Questo ci permetterebbe di predire le dinamiche cronologiche degli scontri, note le loro prime due manifestazioni che, infatti, seguono uno schema ben preciso prevedibile come ci si trovasse di fronte ad una scacchiera con le mosse analizzate.

Possiamo suddividere tutte le forme di aggressività umana in due agenti e li chiameremo rivoltosi e governo (si tratti anche di dinamiche familiari, di coppia, o tra automobilisti). Mentre i rivoltosi si adattano velocemente e generano esigenze, i governi non fanno altrimenti e non rispondono alle richieste.

Gli studiosi hanno infatti analizzato i dati storici delle guerre in Iraq e in Afghanistan oltre a 3.143 atti terroristici degli anni tra il 1968 e il 2008 – rilevando numerose affinità tra gli attacchi a Magdalena in Colombia e il conflitto in Sierra Leone in Africa, così come la narco-guerriglia di Antioquia in Colombia, per fare qualche esempio – che hanno rivelato l’intensificarsi della virulenza e delle perdite umane, dal momento che l’evoluzione dell’aggressione corrisponde a quella della repressione.

Il che corrisponderebbe alla teoria della Regina Rossa che Van Valen utilizzò, in riferimento al personaggio omonimo del romanzo di Carrol Alice dietro lo specchio, per esplicare la sua teoria sulla corsa agli armamenti evolutiva che impone alle specie di migliorare il suo patrimonio biologico a causa del miglioramento delle altre specie e dell’ambiente. Ciò vorrebbe dire che il prevalere di una forza sull’altra non si verificherà mai.

Tale scoperta comporterebbe la necessaria capacità di predire le fasi, l’imponenza e il culmine dell’aggressività umana; di rivolte e sedizioni.

Una legge che non rientra nelle pertinenze della Fisica; nemmeno della Psicologia o di qualunque altra scienza.

Siamo di fronte all’inizio di quella che sarà la Psicostoria di Seldon?

Giselda Campolo