La Russia pronta a reagire all’accerchiamento Nato

Secondo Putin: “a causa della minaccia Nato alle frontiere russe, è necessario che Mosca rafforzi le sue capacità difensive, a partire dal livello strategico, cominciando dalla Crimea e Sebastopoli”. Nonostante l’occidente (Usa in testa) preferisca il ricatto delle sanzioni ed il ricorso alla minaccia degli ultimatum, nelle ormai pessime relazioni con la Russia, Putin ritiene ancora che il modo migliore per risolvere le controversie internazionali sia quello del dialogo.

Il presidente russo denuncia: “in diversi paesi, politicamente indipendenti, sono stati finanziati ed istigati colpi di Stato, per opera di potenze straniere”.  Secondo Putin, non è accettabile che si strumentalizzino problemi di politica interna, patiti da alcuni paesi, per provocare al loro interno colpi di Stato funzionali alla strategia imperialista statunitense. La Russia, quindi, si augura che gli altri paesi tengano conto dei suoi interessi nazionali e non interferiscano nei suoi affari interni. 

Continua Putin: “si fa appello alla Russia affinché influenzi le milizie del Donbass a deporre le armi e noi, dal canto nostro, facciamo quanto ci è possibile, tuttavia, il solo impegno russo non è sufficiente”, in questo senso, il presidente russo ricorda come l’occidente, se interessato realmente alla pace in Ucraina, dovrebbe estendere i suoi appelli al dialogo non solo alle milizie ribelli ma soprattutto all’esecutivo di Kiev suo fido alleato. In ultimo, Putin ha detto che la Russia farà tutto il possibile per contribuire ad un’indagine completa ed esaustiva sullo schianto del  Boeing 777 malese  in Ucraina orientale.