La Nato scivola sotto il controllo assoluto degli Usa

Rogozin, nel corso di una dichiarazione raccolta dall’agenzia d’informazione Ria Novosti, ha duramente stigmatizzato il concetto strategico di ‘difesa intelligente’ (‘smart defense’) della Nato, un’iniziativa che mira a ridurre le singole spese militari dei Paesi membri dell’alleanza militare dell’occidente. Secondo il politico russo, in ottemperanza a questa direttiva strategica, i Paesi aderenti alla Nato ridurranno le loro spese militari, a scapito dell’indipendenza nel settore della difesa nazionale.

Il fulcro attorno al quale ruota la strategia della ‘difesa intelligente’- approvata  dagli Alleati nel 2011-  infatti, comporta il progressivo disfacimento dei singoli eserciti nazionali dei Paesi membri, in favore di una “redistribuzione delle responsabilità” che, nella realtà, comporterà la costituzione di un esercito comune sotto il comando incontrastato degli Stati Uniti.

Accelerata dal progressivo deterioramento della crisi ucraina in vera e propria guerra civile di lunga durata, la questione della ‘difesa intelligente’, secondo il politico russo, costituisce il modo più diretto per privare la Nato delle singole forze armate nazionali. Ovviamente, nel nuovo ordine gerarchico instauratosi all’interno dell’alleanza militare occidentale, spetterà agli Usa il ruolo di comando assoluto, in ottemperanza al quale, essi distribuiranno i compiti agli altri partner minoritari. A tal proposito, avverte Rogozin sulla sua pagina Facebook: “Washington stabilirà in solitaria quali Paesi si specializzeranno in alpinismo e quali altri in logistica di retroguardia. Il risultato finale sarà, ovviamente, la perdita totale di sovranità in materia di difesa e la dipendenza assoluta dal Pentagono”.