Ildefonso Falcones al Festival Letterature di Roma

Il tema di quest’anno prende spunto da una citazione di Elias Canetti ne La Provincia dell’Uomo “Ognuno, ma proprio ognuno, è il centro del mondo”.

Come d’uso, gli importanti autori che prenderanno parte al festival dovranno leggere un testo inedito, composto da loro per l’occasione e suggerito dall’argomento dell’anno.

La sera del 27 maggio, alle 21, il primo incontro: Ildefonso Falcones, scrittore spagnolo tradotto per la prima volta in italiano da Longanesi con La Cattedrale del Mare nel 2009.

Falcones interpreterà il tema come una critica alla tecnologia. Una tecnologia che rende ognuno al centro del mondo, e delle vicende, ma che in realtà lo allontana dalla vita non virtuale che lo rende sempre più omologato interiormente. In questo discorso un ruolo importante ha l’Europa, che invece viene sempre più distrutta da questa assenza di confine. Afferma Falcones, infatti, “le nuove tecnologie sono piuttosto negative per l’affermazione della propria interiorità e individualità. Tutto passa attraverso il telefono e per di più senza neppure parlare, attraverso sms, WhatsApp. Non c’è nessuna relazione interpersonale”.

Tutto estremamente vero. Ed è sempre più vero se si pensa al mondo dei bambini. Se pensiamo alla nuovissima WiiU. L’ultimo modello che gioca sulla omofonia di U e You. Un Nintendo programmato intorno alla persona. Una wii con un controller dotato di display sul quale i bambini non solo possono ma in alcuni giochi devono guardare come giocassero ad un Nintendo tascabile. Qual è il panorama che si presta a chiunque entri nella stanza mentre i bambini ci giocano? Tanti bambini in silenzio, o la massimo che si insultano, con una tv accesa che nessuno guarda e tutti chini sui loro pseudo Game Boy concentrati nel loro isolamento.

Ecco che la tecnologia in questo modo non aiuta la vita, la sostituisce.

Giselda Campolo

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