Il vero costo dell’austeritàe delle disuguaglianze in Europa

In Africa, Asia e America Latina – commenta Maurizia Iachino, presidente di Oxfam Italia – alcuni paesi hanno impiegato anche vent’anni per tornare ai livelli pre-crisi. In Europa, queste politiche stanno minando in modo irreversibile le caratteristiche del modello economico e sociale europeo, così come si è sviluppato nel corso del ventesimo secolo. La nostra analisi – ha detto ancora Iachino – ci indica che gli effetti di tali politiche impediranno ai più poveri di riprendersi anche quando l’Europa tornerà a crescere. Il nostro rapporto evidenzia inoltre che tali misure di austerità stanno aumentando la concentrazione della ricchezza nelle mani del 10% di europei già più abbienti, con un aumento della disuguaglianza in Europa e all’interno degli Stati Membri che hanno adottato queste politiche. Le nostre previsioni – ha concluso la presidente di Oxfam – indicano che senza l’adozione urgente di politiche di stimolo ad una crescita inclusiva, investimento in servizi essenziali, lotta all’evasione e all’elusione fiscale, nei prossimi dieci anni il divario esistente  tra ricchi e poveri nel Regno Unito o in Spagna potrebbe diventare simile a quello del Sud Sudan o del Paraguay”.I programmi di austerità attuati in Europa hanno di fatto aumentato le disuguaglianze e diminuiti gli stimoli alla crescita equa. Con tassi di disparità e povertà in crescita, l’Europa sta vivendo un decennio perduto: se queste misure continueranno, altri 15-25 milioni di persone in Europa potrebbero diventare poveri entro il 2015. Oxfam Italia ha diffuso un documento di analisi e critica che nasce dalla profonda conoscenza di questa situazione, che si è già verificata nel passato. I programmi di austerità europei – si legge nel documento – assomigliano alle rovinose politiche di aggiustamento strutturale imposte in America Latina, Sud Est Asiatico e Africa Sub-Sahariana negli anni ’80 e ’90. Quelle esperienze dimostrano come, anche nel caso dell’Europa, le politiche di austerità adottate dagli Stati Membri per superare la crisi del debito sovrano ed accedere ai programmi di salvataggio, non sono riuscite a ridurre l’indebitamento e a promuovere la crescita. Anche alcune istituzioni tradizionalmente schierate a favore dell’adozione di politiche di austerity, come il Fondo monetario Internazionale iniziano a riconoscere che le misure di austerità non sono servite a ridurre il debito pubblico e il deficit di bilancio, e hanno aumentato le disuguaglianze e rallentato o addirittura impedito la crescita economica. Tale opinione è condivisa da alcuni autorevoli economisti, come il professor Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia e former Chief Economist della Banca Mondiale, il quale commenta: “L’ondata di austerità economica – dice il docente – dilagata in Europa sulla scia della Grande Recessione rischia di causare danni gravi e permanenti al tanto caro modello sociale del continente. Come gli economisti, me compreso, hanno da tempo previsto, l’austerità ha solo paralizzato la crescita dell’Europa, con incrementi nelle posizioni fiscali costantemente deludenti. Ciò che è peggio – aggiunge – questo sta contribuendo ad aumentare la disuguaglianza che renderà duratura la debolezza economica, e concorrerà inutilmente alla sofferenza dei disoccupati e dei poveri per molti anni a venire. Il rapporto di Oxfam rappresenta un importante contributo alla valutazione dei costi di queste politiche mal concepite.”Il rapporto di Oxfam è corredato da una serie di casi di studio-paese. Lo studio sull’Italia, curato dal policy adviser di Oxfam Italia Francesco Petrelli e posto in appendice al rapporto generale, evidenzia come anche nel nostro paese le politiche di austerity abbiano inciso in modo negativo sui livelli di povertà e disuguaglianza. “In tutto il mondo – commenta Petrelli – la nostra esperienza ci dimostra che la povertà non è un dato di fatto, ma che spesso è causata e perpetrata da politiche inadeguate ad affrontarla. Per questo crediamo anche nel nostro paese sia necessario adottare misure di stimolo alla crescita e di sostegno a servizi educativi e a politiche attive per il lavoro per contrastare la caduta di sempre più italiani nella trappola della povertà, e combattere la disoccupazione giovanile – vera piaga del nostro paese – recuperando risorse attraverso una decisa lotta all’evasione e all’elusione fiscale, anche in linea con le decisioni assunte al recente G20 e in Europa”.

fonte: http://italian.irib.ir/notizie/economia/item/156964-il-vero-costo-dell-austerit%C3%A0e-delle-disuguaglianze-in-europa