Il terzo potere – quello giudiziario – si sta forse svegliando? Speriamo allora indaghi finalmente anche sulla Banca d’Italia!

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Qualcosa è cambiato negli ultimi tempi. Devo dare atto a Alfonso Luigi Marra di aver visto giusto quando ha dichiarato alcuni giorni fa dai microfoni di Radio Radio che il dissidio fra “destra” e “sinistra” che ha caratterizzato il ventennio della Seconda Repubblica di fatto è finito, perché sono venuti meno quegli interessi intorno ai quali esso si sviluppava.

A mio parere ciò sta avvenendo perché è finita una fase, una di quelle tappe prestabilite dal piano di un Nuovo Ordine Mondiale. E probabilmente perché è, di fatto, finito anche il bipolarismo, quel modello alieno alla tradizione politica italiana che i poteri forti vollero imporre alla “repubblica dei partiti” uscita a pezzi dal terremoto di Tangentopoli.

Il dissidio fra “destra” e sinistra” è probabilmente finito non perché si è finalmente realizzata quella pacificazione nazionale tanto auspicata da Aldo Moro, che provò a realizzare Bettino Craxi e che tentò in extremis di costruire Cossiga a colpi di piccone. È probabilmente finito perché oggi “destra” e “sinistra” sono in Italia le due facce della stessa medaglia, una medaglia coniata dai Rotschild e dai Rockfeller e abilmente lucidata da quella Massoneria che rappresenta il braccio operativo occulto del sistema finanziario.

Contro la realizzazione di una vera pacificazione nazionale che avrebbe fatto dell’Italia finalmente un Paese “normale” e più maturo, si formò vent’anni fa un asse di potere golpistico, una triangolazione fra la sinistra, il Terzo Potere dello Stato (quello giudiziario) e il “Quarto Potere”, quello dei media. Questa triangolazione, come un rullo compressore, spazzò via un’intera classe politica e aprì la strada alla definitiva svendita del Paese (e del suo istituto di emissione, la Banca d’Italia) ai poteri bancari e alla grande finanza internazionale, i veri registi occulti che l’avevano pianificata e sostenuta.

Ora, che siamo in una nuova fase in cui i burattinai, non fidandosi più dei burattini, scendono direttamente in campo nell’agone politico per meglio tutelare i loro interessi e i loro piani di rapina, qualcosa sta forse cambiando all’interno di quel Terzo Potere, quello giudiziario. Probabilmente perché sia i burattinai che i burattini non hanno favorito le ambizioni di governo esso nutriva, ma voglio sperare che ci siano anche altre motivazioni. E magari anche una sincera presa di coscienza.

Uno degli uomini chiave della triangolazione di cui ho parlato, Carlo De Benedetti, protagonista e artefice dei più colossali danni allo Stato avvenuti negli anni ’90 (vedasi il libro denunzia con il quale Renato Altissimo e Gaetano Pedullà lo accusano di tutto), è finito nel mirino della Magistratura. È stata aperta infatti un’inchiesta per venti morte sospette avvenute per contatto con l’amianto. Venti ex lavoratori della Olivetti, impegnati fra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90 in reparti dove si producevano telescriventi e computer, si sono tutti infatti ammalati di mesotelioma pleurico, lasciando questo mondo terreno fra il 2003 e quest’anno.

L’accusa, per tutti gli indagati, in primis Carlo De Benedetti e Corrado Passera (co-amministratore delegato della Olivetti fra il 1992 e il 1996), è di omicidio colposo e lesioni colpose plurime.

Molti potrebbero essere portati a scambiare questa inchiesta per un lavoro di routine della Magistratura, ma io ci vedo anche e soprattutto dell’altro.

Sta emergendo, infatti, parallelamente, anche la verità sulla trattativa Stato-Mafia. È notizia di oggi il fatto Totò Riina voleva assassinare anche Giulio Andreotti e suo figlio. Se ne sarebbero dovuti occupare i capimafia Graviano a Roma, ma, come ha rivelato il pentito Francesco Onorato, “ci furono dei problemi perché gli fu rinforzata la scorta”.

Dopo il maxi-processo, ha raccontato sempre Onorato, molti politici vennero contattati da Cosa Nostra. Fra loro anche Salvo Lima, che non si presentò all’appuntamento, decretando così la sua condanna a morte. Inquietante la frase con cui Onorato dice che “i politici a Riina prima gli hanno fatto fare le cose, poi l’hanno mollato”, ammettendo anche che “Prima ci hanno fatto ammazzare Dalla Chiesa (…), poi, nel momento in cui l’opinione pubblica è scesa in piazza, i politici si sono andati a nascondere”.

Si sta finalmente facendo luce in questi giorni anche sulla verità in merito alle morti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, o meglio sui reali mandanti di quelle stragi, mandanti politici, perché stava per essere appurato, da Falcone prima e da Borsellino in seguito, che fine avevano fatto quei miliardi di Dollari di fondi neri del PCUS e del KGB diretti al PCI-PDS e misteriosamente spariti nel nulla.

Che sia iniziata quella presa di coscienza che porti finalmente, come noi del P.A.S. auspichiamo, anche ad un’azione della Magistratura nei confronti della Banca d’Italia e alla confisca delle quote private che detiene a scapito del Popolo Italiano?

 

Nicola Bizzi