Il piccolo scout dei banchieri

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Il piccolo scout dei banchieri rasenta, anzi sfonda, il muro dell’indecenza. Oggi è arrivato ad affermare che “l’Italia ha fatto un percorso che ci consente e ci obbliga a spingere sulla strada della crescita”. Urge ricovero! C’è da domandarsi, seriamente, dove questo soggetto creda di vivere. Nessuno ha avuto il buon senso di dirgli che è tornato dalla Germania? Forse è vittima di uno sdoppiamento della personalità? Crede forse di dirigere i conti della Merkel? È inspiegabile questo atteggiamento cieco. Ci sta portando allo sfascio: mille aziende (partite iva) chiudono ogni santo giorno che trascorre. Cioè, dall’alba al tramonto, mille titolari di partita iva riconsegnano tutto alle varie Agenzie delle Entrate e arrivederci. E questo primo ministro non votato da nessuno e da nessuna, piazzato a Montecitorio per volontà di un personaggio sul quale sarebbe meglio stendere un sudario, osa prenderci per i fondelli così sfacciatamente? Con quale diritto costui si permette di rilasciare dichiarazioni come: ”Siamo convinti di poter dire con forza che c’è bisogno di una politica Ue per la crescita perché abbiamo i conti in ordine”? Ma le centianaia di morti causati dal fallimento in cui ci ha proiettato lui ed il suo predecessore su ordine degli usurai più spietati, non gli pesano sulla coscienza? Letta: ci sono persone che si tolgono la vita davanti ai famigliari perché avanzano crediti che il tuo governo si ostina a non saldare. E le banche stanno facendo tabula rasa di ogni loro avere mentre tu fai propaganda.

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