Il Libro che fa tremare Renzi

L’usciere maledetto di Palazzo Vecchio. Ecco il libro che fa tremare Renzi
È l’incubo di Matteo Renzi dal 2014. Difeso dall’Avvocato Taormina, Alessandro Maiorano negli anni ha depositato diverse denunce alla Procura contro l’ex premier e attuale leader di Italia Viva. Suoi gli esposti sulla casa di via Alfani 8 a Firenze dove Renzi viveva in un appartamento pagato dall’imprenditore Marco Carrai, e quello che condusse Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori del politico toscano, dietro le sbarre per false fatturazioni.
17 Aprile 2020
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L’avvocato Carlo Taormina insieme ad Alessandro Maiorano

di Riccardo Corsetto

Alessandro Maiorano è stato uno dei principali accusatori di Matteo Renzi. Dai tempi dell’inchiesta della casa di Firenze dell’amico Marco Carrai, presidente della Toscana Aeroporti, finita poi con una archiviazione, all’esposto che sfociò nell’arresto dei genitori dell’ex premier. Maiorano ha raccolto dal 2014 diversi documenti assistito dall’avvocato Carlo Taormina. Un passato da dipendente di Palazzo Vecchio, in piazza della Signoria, sede del Comune, uno dei palazzi medievali più famosi del mondo. È qui che Maiorano ha lavorato prima di essere allontanato – dice – con un “prepensionamento” forzato per “pericolosità sociale”. In questa intervista, Maiorano svela i motivi del suo risentimento ostinato verso l’ex premier e annuncia l’uscita del libro inchiesta nato dalla collaborazione con l’avvocato Carlo Taormina.

Maiorano ma che è questa storia della casa di Renzi di via Nazionale? Il video è virale e le accuse sono pesanti. Ma le ha le prove di quello che dice? Lei si becca un’altra denuncia…

Guardi Renzi mi ha già denunciato per diffamazione, una volta. Ma ora non mi denuncia più. Io non aspetto altro. Così porto tutto in Procura. È un anno che parlo di via Nazionale 196, e se non fosse stato vero quello che dico, vuole che non mi avrebbe già denunciato? In via Nazionale ci vive un ragazzo che mi contattò. Lì ci vedeva spesso l’ex premier e Bonifazi (Francesco, tesoriere del Pd, ndr). Ma al civico 196 di via Nazionale arrivavano (omissis)…

Fu lei a dare avvio all’indagine per la casa di via Alfani 8 a Firenze. Adesso è partito con la storia della casa di via Nazionale a Roma. Anche il video diventato virale con i figli di Renzi che giocano a palla durante la quarantena è suo?

No, quello no. Ma sono io che l’ho reso virale. Lei deve capire una cosa, niente di quello che succede a Renzi succede per caso. Dietro c’è sempre Maiorano.

Ma perché ce l’ha così tanto con Renzi?

Ero dipendente del comune di Firenze. Andai in aspettativa per due anni per assistere mia madre invalida con la legge 104, con la promessa che appena fossi rientrato sarei rimasto sempre a Firenze, in via Baracca, luogo più vicino all’autostrada per raggiungere Prato, dove abitavo con mia madre. Invece quando sono rientrato mi hanno allontanato di moltissimo, mettendomi in difficoltà. Chiesi aiuto a Renzi, di essere rimandato nel luogo da cui mi avevano allontanato, e invece sono stato tenuto lontano dalla mia abitazione, e questa me la sono legata al dito.

Fu lei a dare avvio alle indagini che hanno portato i genitori di Renzi in carcere con una condanna per un anno e nove mesi?

Sono stato io a mandarli al gabbio, i genitori di Renzi. Ero entrato in contatto con una dipendente della società dei genitori di Matteo, Silvia Gabrielleschi, la quale ha fatto avere a me e all’avvocato Taormina uno scatolone pieno di fatture e assegni per un totale di 4 milioni di euro. Dentro c’erano anche i codici di accesso ai conti presso Monte dei Paschi di Siena, dove i Renzi e la Marmodiv avevano depositato 990 mila euro. Ho consegnato alla Procura di Firenze una pennetta con una serie impressionante di registrazioni telefoniche. Dentro ci sono fatture per 770 mila euro (omissis), e da lì è scattata l’indagine e gli arresti. Il resto è cronaca.

Con l’avvocato Taormina avete dato documenti alla Procura anche sulle Fondazioni. Dove l’ha conosciuto Taormina?

Dal 2014 Taormina è il mio avvocato. Ci ha presentati un parlamentare del Movimento 5 Stelle.

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Il professore Carlo Taormina e il professore Giorgio Riccardini
Questo libro che state preparando?

Già finito. È stato scritto da tre professori, sono 14 capitoli. Parliamo di vicende che toccano magistrati, massoneria, Renzi, giglio magico. Facciamo nomi e cognomi, sarà una bomba nucleare. Tutto scritto in un documento di 770 pagine, relative a (omissis, fa il nome di una clinica privata), l’abbiamo consegnato al Procuratore Capo Creazzo, all’interno emergono i nomi di diversi esponenti del giglio magico.

Ma lei a Palazzo Vecchio faceva il dipendente. Di cosa si occupava?

Sono stato uno dei più grossi infiltrati della storia a Palazzo Vecchio, c’è tutto nel libro. Ero lì per trovare e scovare le magagne. Poi una commissione ministeriale mi ha pre-pensionato, per pericolosità sociale. Dicevano che restando a Palazzo Vecchio potevo far fuori Renzi o Nardella. Mi hanno bandito da tutte le amministrazioni pubbliche nazionali dandomi il segreto di stato sulla testa, tipo Ustica, Vallanzasca, tipo Felice Maniero o Totò Riina. Se non ci crede chiami l’avvocato Taormina e parli con lui, le do il numero. Mi considerano uno degli uomini più pericolosi d’Italia. Mi hanno messo sotto indagine in maniera vergognosa, per banda armata, riciclaggio, associazione a delinquere, me ne hanno fatte di tutti i colori.

Il titolo che avete scelto per il libro?

L’usciere maledetto di Palazzo Vecchio. Faremo una conferenza stampa in un grande albergo fiorentino, ora il virus ha bloccato tutto. Chi ha scritto il libro, un docente della Sapienza di Roma, uno con le palle, una persona seria, non un delinquente come me, mi ha detto che nella sua vita non aveva mai avuto sentori così positivi per l’uscita di un libro. Ha scritto il libro insieme al professor Riccardini, con la prefazione dell’avvocato Taormina. In più c’è uno sponsor che odia molto Renzi. Mi ha proposto di scrivere il libro e io ho accettato.

Qual è lo scopo?

Tentare di bucare quel muro di omertà che da sempre c’è intorno al giglio magico. Documenti alla mano. Le posso garantire che i giornali finalmente parleranno di fatti documentati ma censurati dal giornalismo e dal sistema dei media. Abbiamo depositato quintali di prove con Taormina. L’ultima denuncia l’avvocato me l’ha fatta firmare a settembre, è una bomba nucleare, c’è già un fascicolo aperto di 159 pagine, e dentro c’è di tutto. Soprattutto sulle Fondazioni.

La casa pagata da Carrai a Firenze però fu archiviata.

In via Alfani 8, pagava tutto Carrai (omissis). Nel 2013 Renzi mi denunciò perché io dissi ai giornali, con prove alla mano, che aveva rubato 31 milioni di euro ai fiorentini, e io allora con l’avvocato Taormina feci delle indagini e scoprii che lui la residenza l’aveva tolta per trasferirsi in via Alfani 8 a Firenze. Un politico che abbandona il tetto coniugale, per prendere la residenza in via Alfani, a casa di un imprenditore con conflitto d’interessi (Carrai è presidente di Toscana Aeroporti, ndr), mi fece alzare le antenne. Indaga oggi e indaga domani, scoprii che tutto era pagato da Carrai. In Via Alfani Renzi ci è stato 35 mesi, con Carrai che pagava tutto. Denunciammo all’autorità e il pm Luca Turco archiviò sostenendo che non c’era corruzione ma solo amicizia.

Siamo costretti a tagliare molte parti di questa intervista, per non prenderci una denuncia. La notizia di questa intervista è l’uscita del libro che parte dai documenti del principale accusatore di Renzi, che ha portato i genitori agli arresti per false fatturazioni.

Tanto nel libro le cose le racconteremo tutte. Quello che hanno fatto a Berlusconi se lo ricorda? Olgettine, Bunga Bunga… Renzi e il giglio magico sono invece protetti da un muro di gomma. Dalle procure ai giornali. Ma questo libro quando esploderà farà morti, gliel’assicuro.

riccardo.corsetto@gmail.com