Il fondamentalismo alla conquista di Africa e Medio Oriente

Nella mappa, pubblicata dal quotidiano inglese “Daily Mail”, tra i target contrassegnati dall’Isil appaiono la Spagna, gli Stati della penisola balcanica, il Medio Oriente, il Nord Africa e gran parte dell’Asia. Coltivando l’ambizioso sogno di poter riconquistare per intero le vaste frontiere che, in 1400 anni di storia dell’Islam, appartennero allo Stato islamico, i fondamentalisti dell’Isil  hanno già centrato un obiettivo che, precedentemente, neanche Al Qaeda era riuscita ad ottenere: cancellare il confine tra Siria e d Iraq e costruire al loro interno l’incunabolo di un inter-Stato fondamentalista.

Ancora non può stabilirsi con certezza il grado di forza e tenuta di questo esperimento, secondo diversi esperti, infatti, la costituzione di questo inter-Stato potrebbe esacerbare i conflitti interni tra i militanti sunniti che hanno unito le loro forze all’Isil nella comune lotta contro il governo sciita del primo ministro iracheno Nuri al-Maliki. Aymenn Tamimi, un esperto studioso dei gruppi militanti islamici in Iraq e in Siria, ha dichiarato: “al momento, gli insorti in in Iraq sono costretti gioco-forza a lavorare di comune accordo con l’Isil se ambiscono a spartire il potere con esso”.

Sicuramente, la travolgente avanzata dell’Isil avrà ripercussioni sull’intero movimento jihadista internazionale, in particolar modo Al Qaeda, per la quale la vittoria dell’Isil costituisce un’insidiosa minaccia alla tradizionale leadership sulla causa  jihadista  mondiale. La scorsa settimana, l’Isil ha pubblicato una mappa che rivela il piano per il controllo del petrolio in Medio Oriente. La mappa mostra una fascia di paesi segnati in nero che si estende dall’Atlantico al Pacifico e comprende tutto il nord Africa, Nigeria e Camerun, Africa occidentale, Ciad, Sudan, Etiopia e Somalia.