Il caso Elettrolux

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Siamo alle solite: l’azienda tende a fare quadrato contro le spese e cerca di socializzare le perdite.

L’annunciato piano di drastici tagli agli stipendi dei dipendenti della Elettrolux ha messo in agitazione i sindacati i quali hanno deciso di portare in piazza le vittime dell’annunciato provvedimento. Si parla di riduzioni dell’80% in busta paga, una follia! La risposta del sindacato è quella di una riduzione del salario dell’8%, dunque la questione è ben lungi dal trovare una plausibile soluzione. Siamo alle solite: l’azienda tende a fare quadrato contro le spese e cerca di socializzare le perdite. Un modello sin troppo noto in questa Europa diretta dall’usura internazionale. comuqnue vada a finire, un dato è certo: i lavoratori e le lavoratrici saranno gli/le uniche a farne le spese e pur di non vedersi esautorati saranno costretti ad accettare qualcosa di ingiusto. La minaccia di trasferire la produzione all’estero è sempre dietro l’angolo. Come, dietro l’angolo, ci sono i debiti contratti dai vari nuclei famigliari: muti, rate, eccetera. Anche questa drammatica notizia va ad inserirsi nel lungo novero di ingiustizie a carico della classe lavoratrice. Un elenco senza fine che sconta posizioni e serenità a danno dei più deboli mal rappresentati. Elettrolux è stata, sino all’anno 2006, il leader mondiale di produzione di elettrodomestici. La sede della multinazionale svedese si trova a Stoccolma, è stata fondata nel 1910. Al 2011 il proprio fatturato svettava a quota 11 miliardi di euro e dava lavoro a 58mila persone. Alla fine dell’anno appena iniziato ci perverranno i nuovi bilanci e solo allora avremo modo di scoprire quali effetti avrà sortito questa agitazione che lascia col fiato sospeso centinaia di famiglie italiane.