Il canone si ve-de, dicono loro. O piuttosto è un in-debito dovere?

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Il ministro per lo Sviluppo Zanonato ha l’opinione che sia meglio stanare gli evasori piuttosto che aumentare il canone Rai. Così il canone resta lo stesso per noi famiglie, ma l’evasione si mantiene sempre intorno al 25 percento. Non bisogna penalizzare chi è già in regola, sostiene il ministro, ma recuperare i 450 milioni di euro che si prevede saranno illegalmente sottratti al fisco anche quest’anno.

A Catania, con Crotone e naturalmente Napoli, il tasso di evasione è il più alto d’Italia, il 52 percento. Mentre il primato come regione lo ottiene la Campania con il 43,2 percento ma con intere zone che gli ispettori Rai si dice evitino di visitare come Casal di Principe o Parete con il 91 percento.

Si paga quasi come regola a Ferrara col 93,5 percento; mentre giunge fino al 100 a Collobiano provincia di Vercelli.

Dopo un tale riassunto della situazione dei più o meno virtuosi, l’articolista del Sole 24 ore, Luca Orlando, conclude:

“Perché nella lotta all’evasione siamo tutti d’accordo” lo dice lui! “e chiediamo di utilizzarne i proventi per abbattere le tasse, mentre invece nei confronti di chi evade il canone Rai c’è mediamente una sorta di simpatia e condivisione?”

No problem, Orlandino, ti risponde Campolina.

Tralasciamo l’orientamento della Corte Europea che già nel 2009, come riporta Il Sole 24 ore, aveva dichiarato l’intrusione nella casa di un contribuente al fine di sigillare l’apparecchio “un’ingerenza nei diritti del ricorrente”, respingendo tuttavia il ricorso come “palesemente infondato” dal momento che per il Regio decreto n. 246 del 21 febbraio 1938, il cittadino è obbligato a pagare una tassa, come dicono a Strasburgo, “ragionevole” sul possesso, come “contributo a un servizio per la comunità”. Ma questo Regio decreto di quando a mala pena c’era la Rai, e neanche la tv, ha ragione d’esistere in un mercato radicalmente cambiato? Era una legge di Mussolini fatta per un ente creato da Mussolini! Ma ragazzi, ancora la si paga e poi si parla dell’assolutismo di Berlusconi, mi sembra invece che ci siano ancora mussoliniani. Si vuole modificare la costituzione e ci sono ancora regi decreti che si fondano su un mondo senza internet e wi-fi e soprattutto senza reti. Comunque sia, i tempi della Rai sono maturati e sfatti, e i suoi giorni sono contati dall’Ue e in particolare dall’europarlamentare Marta Bizzotto che ha fatto aprire un’inchiesta proprio sulla nostra televisione.

1° Perché sulla Rai c’è la pubblicità! E ostinatevi pure a dire che c’è n’è meno che nella Mediaset ma o mi fate vedere un sacrosanto programma senza interruzioni o non mi fate pagare come fanno loro.

2° Io non posso scegliere di vederla e pagare oppure non vederla e non pagare, che già mi pare qualcosa di poco corretto. Io mica la voglio la Rai. Mi piace solo Mediaset, per esempio, o Sky e allora? No, devo pagare comunque per fare programmi di qualità, sovvenzionati per di più dallo Stato.

Ma quali? Mi volete dire che Uomini e donne è peggio dei Pacchi? Sarà, se così vi piace.

Ma noi siamo stufi del fatto che ci fate passare una delle varie tasse messe solo per prendere soldi, una tassa di proprietà, come se davvero fosse per un servizio. Ché vi pare che la tv debba essere un servizio obbligatorio? Sì, obbligatorio in effetti, tagliate i finanziamenti alla sanità, voi, tanto da morfina ci fa la tv!

Link utili:

Sito Ufficiale di Marta Bizzotto sul quale trovare una raccolta firme e come non pagare oltre a un resoconto dettagliato delle manovre dell’Ue nell’inchiesta appena aperta.

Articolo de Il Sole 24 Ore sulla sentenza del 2009 e il relativo testo.

 

Giselda Campolo

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