Il Brasile si pone in prima posizione per il futuro di Cuba

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Con l’annunciata costruzione a Mariel del più grande porto commerciale dei Caraibi, un investimento da 800 milioni di Euro, il Brasile diventerà il primo partner commerciale di Cuba

In concomitanza con l’apertura all’Avana dei lavori della CELAC (Comunidad de Estados de Latinoamérica y del Caribe), l’organizzazione di partnerariato economico lanciata da Hugo Chavez nel 2011 e che comprende tutti i Paesi del continente americano ad eccezione degli Stati Uniti e del Canada, la Presidentessa del Brasile Dilma Rousseff  ha ufficialmente annunciato l’impegno di realizzare un colossale investimento che resterà nella storia fra i rapporti bilaterali fra i due Paesi e che farà del Brasile il primo partner commerciale di Cuba.

Stiamo parlando della realizzazione a Mariel, località cosiera a 45 chilometri dalla capitale cubana, di quello che pare sia destinato a divenire, per volume di traffico, il primo porto di tutta l’area caraibica. Un’opera faraonica il cui costo complessivo supererà gli 800 milioni di Euro.

Secondo i commentatori di autorevoli testate come El País, il Brasile, con questa operazione, ha dimostrato di aver cavalcato con destrezza e pragmatismo le opportunità offerte dal nuovo vento di cambiamento determinato a Cuba dalla gestione politica di Raul Castro, apprestandosi così a superare il Venezuela per volume di scambi commerciali con l’isola caraibica.

Questi ultimi, che lo scorso anno sono stati stimati in 530 milioni di Dollari, sono destinati ad aumentare vertiginosamente con la realizzazione di questo nuovo porto, il cui valore strategico è strato evidenziato anche da Miguel Jorge, ex Ministro dello Sviluppo Economico durante la Presidenza di Lula, il quale ha dichiarato alla stampa: “Il Brasile, con questo accordo, si sta posizionando strategicamente sulla scena in un momento in cui Cuba si sta avviando verso la fine del suo blocco economico”, aggiungendo che “il nuovo porto attirerà le imprese brasiliane, che potranno incentivare così le loro esportazioni in tutta l’America Centrale”.

Il megaporto, che avrà la capacità di accogliere le navi mercantili della generazione “post panamax” e potrà gestire un traffico annuo di oltre un milione di container, sarà il motore trainante della Zona Speciale di Sviluppo del Mariel (ZEDM), la prima del suo genere nel Paese caraibico, un’area sperimentale che vedrà la realizzazione di complessi industriali ad alta tecnologia e attività logistiche, commerciali e di servizi, inclusa una base per le attività petrolifere. Lo scorso 1° Novembre è entrata infatti in vigore la normativa che regola questo ambizioso e rivoluzionario progetto che il governo cubano aspira a convertire nel principale motore economico dell’isola per favorire l’import-export, incrementare l’occupazione e attuirare gli investitori stranieri.

Secondo quanto riporta Carla Jiménez, la corrispondente di El País da São Paulo, molti altri Paesi aderenti alla CELAC, con in testa il Messico, l’Argentina, il Cile e la Repubblica Dominicana, si stanno preparando, sulla scia del Brasile, a cogliere le grandi opportunità di questo progetto e stanno già mobilitando in tal senso le loro imprese.

Dilma Roussef, partecipando con il leader cubano Raul Catro alla cerimonia di inaugurazione del cantiere del nuovo porto, ha dichiarato chiaramente alla stampa che “il Brasile intende divenire il principale partner di Cuba”. Le ha fatto eco Alberto Pfeifer, direttore dei negoziati del Consiglio Imprenditoriale dell’America Latina (CEAL), che ha dichiarato: “Il sostegno alla realizzazione del porto di Mariel non è una semplice questione di infrastrutture, ma anche e soprattutto un preciso gesto politico”.

Il Governo brasiliano, in conseguenza di questi accordi, ha divulgato una nota informativa secondo la quale il progetto del porto di Mariel starebbe già generando 153.000 nuovi posti di lavoro.

Parallelamente, nel quadro delle relazioni bilaterali fra i due Paesi, il Brasile ha avviato con successo il programma “Más Médicos”, tramite il quale il colosso sudamericano importa medici cubani, riconosciuti per la loro elevata preparazione e professionalità, per far fronte alla carenza di personale sanitario in Amazzonia e in altre regioni periferiche della Nazione.

Si tratta di notizie, queste, che vengono categoricamente ignorate dai media europei, compresi quelli italiani, che sempre dedicano inspiegabilmente scarsissima attenzione alle vicende dell’America Latina. Notizie che però ci dimostrano come il Sud America stia crescendo e si stia ritagliando un ruolo di primissimo piano, non solo economico, sulla scena mondiale.

Non di soli Stati Uniti, cari “miopi” giornalisti italiani, vive il mondo! 

Nicola Bizzi

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