I.O.R. e JP Morgan ed il sospetto di reciclaggio

I.O.R. è acronimo di Istituto per le Opere Religiose. Il suo ruolo consiste nel “provvedere alla custodia e all’amministrazione dei beni mobili e immobili trasferiti o affidati allo IOR medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati a opere di religione e carità”. Infatti non è, come comunemente si crede, la “banca centrale del Vaticano”. E’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica la vera banca centrale del Vaticano.

Come ricorderete, nel 2010, scoppiò uno scandalo che vide al centro delle polemiche l’allora Presidente Ettore Gotti Tedeschi.  L’inchiesta giudiziaria avviata allora, aveva ad oggetto la violazione, da parte dello Ior, degli obblighi previsti dalle norme antiriciclaggio. Ad avere allarmato gli inquirenti, fu la richiesta al Credito Artigiano di un trasferimento di 23 milioni di euro alla tedesca J.P. Morgan Frankfurt (20 milioni) ed alla Banca del Fucino (tre milioni). Tuttavia, il Gotti Tedeschi, come confermato da una nota del suo ufficio legale diramata dai difensori Fabio Marzo Palazzo e Stefano Maria Commodo, il 19 Febbraio u.s. è stato dichiarato totalmente estraneo ai fatti. Ma anzi, si precisa nella medesima nota che “il decreto di archiviazione spiega e sancisce inequivocabilmente che il presidente dello Ior “ha ben operato, per il bene della Chiesa e secondo il mandato ricevuto da Benedetto XV…”.

Archiviata la questione che ha visto il presidente dello IOR ingiustamente accusato, i guai seri si profilano per l’allora direttore Paolo Cipriani e per il suo vice, tale Massimo Tulli. E’ su di loro e sul loro operato che si sta concentrando l’azione del procuratore aggiunto Nello Rossi ed i sostituti Stefano Rocco Fava e Stefano Pesci. Essi contestano al direttore ed al vicedirettore la violazione, da parte dello Ior, degli obblighi previsti dalle norme antiriciclaggio. Trattasi di un’accusa pesantissima. Al momento sono in attesa che venga fissata la data dell’udienza che, si mormora, verrà presto stabilita dalla corte di Roma.

A.S.