Giuseppe Campolo: Siete perduti, voi venduti, che vendeste le genti e le nazioni e lasciaste che l’economia e la tecnica fossero produttori di miseria anziché di benessere.

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La grottesca pantomima, che inscenano i guitti dei governi per mascherare che ruolo di fantocci essi hanno, attua l’inganno di una speranza che non c’è. Se sulle pene dei popoli i regnanti hanno posto i loro troni, e sia pure talvolta con qualche grandezza e grazia, i nostri sgraziati servi sugli scranni non hanno che cuori di carnefici. Mettono in atto una condanna ordita dove non arriva legge, che forse pensano non li riguardi perché incapaci di gestire ragione come ogni esecutore. Possono trovare in noi pena ma non perdono, e ci ripugna pronunciare i loro nomi.

La grottesca pantomima, che inscenano i guitti dei governi per mascherare che ruolo di fantocci essi hanno, attua l’inganno di una speranza che non c’è. Se sulle pene dei popoli i regnanti hanno posto i loro troni, e sia pure talvolta con qualche grandezza e grazia, i nostri sgraziati servi sugli scranni non hanno che cuori di carnefici. Mettono in atto una condanna ordita dove non arriva legge, che forse pensano non li riguardi perché incapaci di gestire ragione come ogni esecutore. Possono trovare in noi pena ma non perdono, e ci ripugna pronunciare i loro nomi.

Paradossalmente, la speranza che ci fingono è una chimera micidiale sia per la vita degli ingenui che per la sanità degli smaliziati. I primi, gli ingenui assopiti, si lasciano trascinare, sulla corrente temporale, in una irrealtà di deriva, espropriati e sgomenti. Gli altri, quelli ai quali il carattere e la forza incontrollata della logica impedisce loro l’illusione e l’acquiescenza, rischiano ben altra morte lucida. Una morte che equivale all’accettazione rassegnata dell’inevitabile genocidio finale. Essi sono certi che nulla può ormai opporsi alla valanga di distruzione della civiltà e della natura, e perciò si abbandonano alla propria vecchiaia e all’estinzione globale, alla filosofica caparbia e nichilista non azione. Azione che offenderebbe il loro paranoico schema. Vedono impietrito il mondo nell’immobilità finale, paradossalmente paghi per narcisismo assurdo della loro lucida diagnosi che li fa sentire grandi, e appare in loro orgoglioso barlume di vita nella prospettiva di morte. Dà loro autarchico godimento, il figurarsi come degli stupidi donchisciotte quanti si buttano nel pericolo della mischia allo scopo di fermare e battere i cani distruttori.

Ma un’orda di menti scatenate sta sorgendo dalla serena privatezza del cuore dei popoli, in cui cova da sempre la saggezza e l’eroismo e l’ira di Dio. Un’orda temprata per natura in difesa della specie, che non c’è fuoco, strategia e potere che possano comprimere, piegare, spezzare o mandarla in fumo. È una valanga che irrompe verso l’alto, dal vulcano profondo dello spirito, tremendo dio che si desta nei momenti estremi. Un’orda dagli occhi spalancati, che pare ferma e invece invade il pianeta, che pare sparuta e invece cresce come il micelio, che pare imbavagliata eppure se ne sente sempre più forte la voce, che pare inerme e invece fa paura al potere che si affretta, anticipando così i tempi della sua fine. L’intelligenza vi sconfiggerà, avidi prepotenti. L’intelligenza pura e selvaggia! Siete perduti, voi venduti, che vendeste le genti e le nazioni e lasciaste che l’economia e la tecnica fossero produttori di miseria anziché di benessere. Siete condannati dalla vostra stessa cosciente deviazione, che sarete impegnati a seguire incatenati fino a perdizione.

Herman Van Rompuy, pedina Bindelberg, tu non sai verso quale china stai guidando l’Europa per ordine ricevuto? Nulla sai dei continui passi verso la cancellazione delle identità culturali, la graduale sottrazione di ogni libertà agli Stati e ai cittadini? Nulla sai del disegno di soppressione della libera imprenditoria, allo scopo di ridurre i cittadini a sciame dipendente? Nulla sai dell’impoverimento programmato dei popoli, del Meccanismo Europeo di Stabilità, nome bugiardo che cela lo scopo di svenare rapidamente gli Stati, che ratificando il trattato pongono tale istituto al disopra di ogni legge e di ogni autorità? Sei tu dittatore senza suffragio pago di essere al vertice di un’Istituzione pur che sia, non importa che bandiera innalzi, così come il capo di un’Organizzazione millenaria considera un onore occupare un trono d’oro, fangoso di sangue?

E tu, tu pedina Bindelberg, europeista Enrico Letta, giurista, coprogettatore dell’euro, ministro e presidente di ministri, tu non avresti conoscenza del tracciato nero che, attraverso la crisi, porta al frutto del nuovo meccanismo, il MES, per indebitare gli Stati al punto che passeranno definitivamente di proprietà della finanza, come ora ne sono ostaggio? Dalla piena conoscenza del mondo vergognoso che da dietro le quinte vi tiene in pugno, tu governi l’ignoranza perché sei privo nell’anima di libertà e di coraggio! Burocrate, servo comandato a consegnare l’Italia, tu non sei capace d’intendere che soltanto servire il popolo fa di un uomo un sovrano. E se qualcuno te lo facesse capire, non avresti mai la verga per innalzarti; perciò sarai annoverato in eterno fra gli esecrati, nella Storia che un giorno penne immacolate scriveranno.

Giuseppe Campolo

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