Fuga dei cervelli

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Lo abbiamo sentito ripetere centinaia e centinaia di volte “I giovani non vogliono svolgere lavori umili”. Non è vero? Ed abbiamo anche sentito dire “Aprire le frontiere aiuta l’economia a rifiorire perché i nuovi arrivati (clandestini e non) rappresentano la leva del futuro”. Allora è giunta l’ora di fare due conti onestamente: in primo luogo vorrei far presente che forse i figli del capitalismo abietto non vorranno svolgere “lavori umili”. E mi si spieghi cosa ci sia di strano nel mungere una vacca al posto di andare a rubare! Inoltre, sino a quando i media di regime ripeteranno questa insopportabile menzogna che non basa su dati scientifici e sino a quando nessuno si degnerà di mostrare in TV quanti e quante siano le persone che quotidianamente si svegliano per andare a svolgere “umili mansioni”, ci sarà sempre un esercito di incapsulati ed incapsulate pronti/e a credere e bersi qualsivoglia corbelleria. Ma un dato è certo: il giorno in cui “i nuovi arrivati” prenderanno il posto dei giornalisti e delle giornaliste alla metà del prezzo che percepiscono questi dispensatori di bugie, la musica cambierà. È troppo facile fare demagogia d’accatto quando si trasmette da uno studio a suon di migliaia di euro a puntata. Questa è speculazione bella e buona. Nulla da fare. Ripeto: il giorno che questi quattro giornalisti prezzolati verranno mandati via a pedate nel sedere dai loro capi redazione per essere rimpiazzati, come accade in ogni ristorante ed ogni bar, da gente senza contratto pagata al nero, allora forse qualcuno/a di loro comincerà a dire la verità. Sino ad allora, tutte quelle persone che hanno perduto il posto di lavoro perché il loro datore ha preferito avvalersi dello sfruttamento di un altro/a disgraziato/a – che pur di mettere in tavola un tozzo di pane è costretto/a a rubare il posto di lavoro per uno stipendio al nero da fame – nulla potrà cambiare.

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