Firenze, caso Gheri: quando la magistratura politicizzata ignora il proprio Codice Etico

Una interrogazione parlamentare, annunciata dall’On. Achille Totaro, metterà in risalto come in Toscana l’orientamento politico dei giudici travalichi troppo spesso i principi di imparzialità previsti dal Codice Etico della Magistratura

Alcune settimane fa, sempre su Signoraggio.it, in un mio articolo intitolato Scatta a Firenze la “santa inquisizione” targata Matteo Renzi: condannato Guido Gheri di Radio Studio 54, l’unica voce libera rimasta in Toscana, avevo espresso piena solidarietà all’amico Guido Gheri, noto conduttore radiofonico, condannato a nove mesi, senza il beneficio della condizionale, per un presunto reato di opinione.

Vale la pena qui di riassumere l’accaduto, perché ci sono recentemente stati interessanti sviluppi e sono emerse, anche grazie all’interessamento dell’On. Achille Totaro che ha seguito molto da vicino il caso, pesanti ombre sulla figura del giudice che ha emesso la condanna, Marco Bushar, e più che legittimi dubbi sulla sua imparzialità.

Guido Gheri (o “Gheriguido” come qui tutti affettuosamente lo chiamano) a Firenze è un’istituzione. Un po’ come i fuochi di S. Giovanni, la Curva Fiesole, il Ponte Vecchio o il panino al lampredotto. L’emittente da lui fondata nel lontano 1975, Radio Studio 54, ascoltabile in tutta la Toscana, oltre a trasmettere buona musica e programmi di qualità, rappresenta da anni l’unica voce libera nel mare di informazione controllata ed omologata in questo ultimo lembo di Unione Sovietica. L’amico Guido da anni, con grande coraggio e determinazione, e soprattutto senza peli sulla lingua, denuncia dai suoi microfoni il marciume della politica, le ruberie e gli scandali di una sinistra che, in Toscana, domina da anni incontrastata, forte dei suoi intrecci politico-affaristici e della piramide di potere che nel corso degli anni si è costruita. Una sinistra che però tenta, per mascherare la sua vera natura, di presentarsi agli occhi dei suoi elettori e dell’opinione pubblica in genere come limpida e immacolata, nascondendo sotto il tappeto il crescente malcontento dei Cittadini. E Guido Gheri ha sempre dato voce ai Cittadini, ha sempre dato voce a quel popolo che non ci sta, che si ribella, che non crede più ai sogni e alle illusioni. E proprio per questo è sempre stato attaccato dalla casta al potere, una casta arrogante e spregiudicata (in molti casi anche “pregiudicata”) che non tollera dissidenza e non vuole che sia data voce ai Cittadini.

Che la sinistra sia sempre stata per la repressione delle idee e del libero pensiero non è una novità, del resto l’intolleranza e l’odio verso chiunque non si conformi al suo tetro pensare omologante sono impressi a caratteri indelebili nel suo DNA. E la sinistra italiana, sia quella massimalista nelle sue derivazioni gramsciano-togliattiana e massonico-trotzkista, sia quella “radical-chic” che nasconde il suo marciume dietro il paravento del “buonismo” e del “politically correct”, conferma in pieno questa regola e questo notorio atteggiamento. Per essa, anche se a parole lo nega e si riempie la bocca di parole come “democrazia” e “garantismo”, non esiste né può esistere il concetto di “avversario politico”. Chi non si conforma alla sua linea e alla sua ortodossia non è quindi un avversario con cui confrontarsi nel contesto di una civile dialettica democratica. É un nemico da combattere, punto e basta. Un nemico da combattere e da spazzare via con ogni mezzo, lecito o illecito, utilizzando se necessario le armi del discredito, facendogli attorno terra bruciata, distruggendolo professionalmente e umanamente, talvolta anche fisicamente. Di questo atteggiamento ne sono esempi palesi tanto le continue ed impunite aggressioni fisiche perpetrate nelle nostre città dagli esponenti dei centri sociali (veri e propri squadristi rossi al soldo della sinistra radicale e protetti da una certa magistratura ideologizzata) quanto gli attacchi e le minacce a scrittori scomodi come Giampaolo Pansa, “colpevoli” di aver detto la verità e di aver fatto capire al grande pubblico che la Storia a volte non è proprio come ce la insegnano i libri di scuola.

E in Toscana questa regola vige forse più che altrove, perché una certa magistratura legata a doppio filo agli interessi di questa sinistra, ispirandosi probabilmente più al sistema giuridico sovietico degli anni ’30 (quello delle note purghe staliniane) che ai nostri ordinamenti giudiziari, contribuisce inesorabilmente e puntualmente a reprimere ogni dissenso.

Già lo scorso anno Guido Gheri era stato denunciato da Matteo Renzi per diffamazione, per aver dato voce ai commenti di alcuni ascoltatori che criticavano il primo cittadino, oggi anche segretario del PD ed aspirante Premier, di non fare niente per arginare il degrado del parcheggio dell’ospedale di Careggi, dove bande di zingari ed extracomunitari da anni si sono improvvisati posteggiatori abusivi, taglieggiando i familiari dei degenti e pretendendo una sorta di “pizzo” mafioso per parcheggiare gli autoveicoli. E la sua radio era stata addirittura posta sotto sequestro ed oscurata per oltre sei mesi.

Si è poi arrivati al recente processo, in cui sono stati raggruppati in un unico procedimento dal Pubblico Ministero Christine Von Borries, insieme alla querela di Renzi,  episodi diversi, tutti relativi a presunti “reati di opinione” abilmente fatti passare come “istigazione all’odio razziale”. Processo il cui esito è stato la condanna a nove mesi senza condizionale, che ha stupito (per sua stessa ammissione) lo stesso Pubblico Ministero, che aveva avanzato richieste piuttosto miti, riassumibili in una sanzione pecuniaria.

Da una nostra inchista è emerso che dietro a questa recente condanna “politica” vi sarebbe tutta una serie di insolite “coincidenze” e che la vicenda di Guido Gheri va ad intrecciarsi con una vicenda simile che alcuni anni fa coinvolse proprio Achille Totaro.

L’On. Achille Totaro, ex Senatore del PDL eletto alle ultime elezioni alla Camera per Fratelli d’Italia, alcuni anni fa, mentre esercitava a Firenze il suo mandato di consigliere comunale, venne denunciato per diffamazione nell’ambito di un suo interessamento su presunte irregolarità nei libri contabili dell’ATAF, l’azienda fiorentina di trasporto pubblico, e condannato in primo grado ad un risarcimento di 90.000 Euro. Fu successivamente assolto, perché venne dimostrato in appello che il fatto non sussisteva. Ma emerse che l’allora consigliere comunale era stato da tempo preso di mira dalla magistratura fiorentina per aver promosso una raccolta firme contro un insediamento rom abusivo. E che quindi la vicenda dell’ATAF era stata solo un pretesto per metterlo a tacere e bloccarne l’attività politica.

Ebbene, la giudice che condannò in primo grado Achille Totaro era Luciana Breggia, Presidente di una Sezione Civile del Tribunale di Firenze, ma nel tempo libero nota attivista nell’ambito di una associazione denominata Rete per l’Ospitalità nel Mondo (R.O.M.), associazione dedita alla difesa e alla tutela dei Rom.

Marco Bushar, il giudice che ha recentemente condannato Guido Gheri, è curiosamente anch’egli un noto attivista di tale associazione, e ha partecipato, insieme a Luciana Breggia, a numerosi convegni sul tema dei Rom e contro il respingimento degli immigrati clandestini.

Già nel 2009, come riporta un articolo uscito su L’Unità, Bushar attaccò con forza il pacchetto sicurezza del Governo Berlusconi sul respingimento dei clandestini, prendendo formalmente posizioni molto forti a riguardo e dimostrando così di avere una doppia veste, sia di giudice che di politico. E ha ribadito queste sue posizioni in un recente convegno, promosso dal Comitato “Io non respingo”, quando già da tempo esercitava l’attività di magistrato del Tribunale di Firenze.

Abbiamo poi appreso che Bushar, un tempo pretore a Torino, era balzato all’onore delle cronache per una distriba con il Vescovo del capoluogo piemontese. Diatriba che, secondo molte testimonianze, sarebbe costata a Bushar il trasferimento a Firenze. L’allora pretore, come evidenzia un articolo uscito su La Repubblica, aveva fatto censurare le pagine di un libro di testo per bambini perché parlava del Presepe e delle preghiere natalizie a Gesù Bambino!

L’On. Achille Totaro ha annunciato la presentazione un’interrograzione parlamentare sul caso di Guido Gheri e sull’attività “politica” del giudice Marco Bushar, attività che ne pregiudicherebbe l’imparzialità prevista, a tutela dei Cittadini, dallo stesso Codice Etico della Magistratura, che al suo articolo n. 9 recita testualmente: “Il magistrato rispetta la dignità di ogni persona, senza discriminazioni e pregiudizi di sesso, di cultura, di ideologia, di razza, di religione. Nell’esercizio delle funzioni opera per rendere effettivo il valore dell’imparzialità impegnandosi a superare i pregiudizi culturali che possono incidere sulla comprensione e valutazione dei fatti e sull’interpretazione ed applicazione delle norme”.

Viste queste curiose “coincidenze”, ed evidenziata la costante attività politica di Marco Bushar, come ha recentemente sottolineato lo stesso Achille Totaro dai microfoni di Radio Studio 54, vi sarebbero infatti forti e più che legittimi dubbi sull’imparzialità e sulla coerenza di questo giudice.

Da rilevare è anche il fatto che Bushar è stato più volte inviatato, sia dall’On. Totaro che dallo stesso Guido Gheri, ad intervenire in trasmissione per replicare. Non ha mai risposto a questi inviti.

Nicola Bizzi