Ennesima ingerenza del “kapò” Martin Schulz nella politica della colonia Italia

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Mentre l’Italia affonda nella recessione causata dalle politiche vessatorie di Letta e Saccomanni, il tecnocrate di Bruxelles elogia il Governo delle Banche e benedice Matteo Renzi

Mentre gli Italiani sono sempre più vessati dalla politica recessiva di un Governo fantoccio e servo dei poteri forti della grande finanza internazionale, torna a farsi sentire il “kapò” Martin Schulz, il Presidente del Parlamento Europeo balzato agli onori delle cronache nel 2003 per le pesanti accuse rivolte a Silvio Berlusconi e per le repliche a tono di quest’ultimo.

In una recente intervista al sito Affaritaliani.it, il “kapò” Martin Schulz, candidato del Partito Socialista Europeo alla guida della Commissione, non ha infatti perso l’occasione di cimentarsi in un’ennesima ingerenza nella politica di casa nostra, a dimostrazione di come il nostro Paese sia ormai del tutto commissariato, privato di qualsiasi autonomia decisionale e totalmente dipendente dalla tecnocrazia bancaria di Bruxelles.

Schulz si è infatti lanciato in un ennesimo attacco al suo storico nemico Silvio Berlusconi e in un incondizionato elogio al Governo Letta, dichiarando: “L’uscita di Berlusconi dalla maggioranza, il rinnovamento della leadership nel PD con Renzi e la guida salda e intelligente di Letta mi fanno propendere verso un moderato ottimismo”.

Un elogio, questo verso il Governo Letta, che Schulz si poteva pure risparmiare, ma che testimonia come “la guida salda e intelligente” del nostro Premier bilderberghino sia apprezzata perché funzionale alla volontà dei poteri forti della Banca Centrale Europea, del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione. Ed è significativo come Schulz abbia, con le sue dichiarazioni, “benedetto” Matteo Renzi, ormai visto dai poteri forti come il nuovo pupillo, quello predestinato a servirli meglio di come fino ad oggi abbiano fatto Mario Monti e Enrico Letta.

Il “kapò” ha poi espresso tutta la sua preoccupazione per l’annunciato ed imminente sbarco nell’Europarlamento, con le prossime elezioni Europee, di un folto esercito di deputati euroscettici e fortemente ostili alle politiche suicide (ed omicide) della Commissione, spiegando ad Affari Italiani che secondo lui (cioè secondo la Troika) queste elezioni saranno importanti perché “saranno le prime elezioni dopo l’arrivo della crisi, le prime elezioni dopo i salvataggi, le prime elezioni in cui i cittadini saranno in grado di sostenere un candidato alla presidenza della Commissione, le prime elezioni dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Queste elezioni determineranno il futuro dell’Unione per i prossimi cinque anni, e ancora più in là. La posta in gioco è estremamente alta. Queste consultazioni daranno un impulso all’Europa verso sinistra o destra… oppure indietro, in caso di voto euroscettico”.

Su una sola cosa dò ragione a Schulz: fa bene ad essere preoccupato, perché da prossimo Presidente della Commissione (la sua nomina pare infatti ormai quasi certa) sarà additato come responsabile, e forse anche come capro espiatorio, da tutti i popoli che l’Europa della banche ha schiavizzato, oppresso e spremuto, quando questa imploderà sotto il peso della crisi e delle rivolte sociali. Sì, perché questa Europa delle banche non è più sostenibile ed è destinata ad implodere su se stessa, a crollare come un castello di carte privo di fondamenta. Potrà allora forse nascere sulle sue ceneri, dopo che una lunga serie di processi popolari avrà fatto giustizia condannando senza appello i responsabili della dittatura usurocratico-finanziaria, una nuova Europa che tutti auspichiamo: l’Europa dei Popoli.

Nicola Bizzi

Nella foto: Nicola Bizzi a Bruxelles davanti a un poster elettorale di Martin Schulz

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