Elezioni europee del 2014: scatta l’ora X “lavaggio del cervello”

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Se gli eurocrati pensano di farla franca pure stavolta, sbagliano di grosso. La popolazione è esausta ma non rincoglionita. Non sarà facile far digerire altri rospi a chi non sa nemmeno cosa mettere in tavola per il pranzo di Natal
e. Alle prossime europee del 2014 l’affluenza sarà buona, c’è da scommetterci. A vincere non saranno i partiti tradizionali, assolutamente no. E non sarà nemmeno il partito degli astensionisti. Saranno, invece, le formazioni anti-Bce, state tranquilli/e. E la conferma ci giunge proprio da un sondaggio curato da Eurobarometro. Il sondaggio, leggiamo dal documento, è stato condotto “in modalità faccia a faccia da TNS opinion intervistando 27.624 cittadini dei 28 paesi dell’Unione europea”.

E fin qui nulla di strano. Ma, non appena scrutiamo i risultati, c’è da riflettere: “Nonostante la crisi economica e sociale, la sensazione che l’euro abbia attenuato gli effetti della crisi è in crescita, anche se resta ampiamente minoritaria”, in altre parole: stiamo cercando di fare il possibile per non scrivere che il sistema monetario attuale ha fatto cilecca e che lo avete scoperto tutti/e quanti/e, tuttavia, non possiamo scriverlo chiaro e tondo. Ma andando oltre scopriamo dell’altro: “Per quasi tre europei su quattro, la Cina sarà la più grande potenza economica del mondo nel 2025, superando di gran lunga Stati Uniti e Unione europea”. Accidenti! Cioè, questo sondaggio – o come lo dovremmo chiamare visti i contenuti – vorrebbe farci credere che tre persone europee su quattro si intendano di strategie dei mercati finanziari, economia e geopolitica tali da poter azzardare E CONCORDARE (tre su quattro) stime sulla realtà mondiale dei prossimi 11 anni?!? Ricordiamo che un tecnico di spessore mondiale quale Mario Monti (odiato o meno non ci interessa per adesso) azzardò delle stime sul futuro greco che si rivelarono da barzelletta sei mesi dopo. Ma procediamo oltre, alla ricerca di quelle informazioni con cui vogliono dipingere scenari che non esistono.

Ecco un altro esempio: “In pieno dibattito sull’unione bancaria, la maggioranza degli intervistati privilegia misure attuate a livello europeo piuttosto che a livello nazionale”. Questa è la più comica di tutte: la maggioranza, secondo questo sondaggio, di noi europei/e in tema di banche sarebbe favorevole alla Bce? Ma dove mai? Ma se ci hanno obbligati al silenzio e ci hanno impedito di dire la nostra democraticamente, sopprimendo il diritto del referendum sull’euro (vedi Francia, Olanda ed Irlanda), ma cosa ci vengono a raccontare con questi sondaggi? Il top lo troviamo in questi due punti: “Per gli intervistati, le tre iniziative che ottimizzerebbero maggiormente lo stato dell’economia europea sono: il miglioramento della formazione professionale e dell’istruzione, la riduzione del disavanzo e del debito pubblico e l’agevolazione della creazione di imprese”.

Ennesima corbelleria:

1) far credere che il debito pubblico degli Stati debba assolutamente ridursi è scientificamente sbagliato poiché – lo possiamo constatare con mano adesso che siamo in piena crisi – più si tenta di ridurre il debito pubblico più si producono tagli al welfare. Ciò che tocca semplicemente fare è riprenderci il la proprietà di emettere moneta, svincolarci dal SIGNORAGGIO BANCARIO della BCE CONFISCANDO LE QUOTE DI ESSA DI PROPRIETà PRIVATA. Fine delle discussioni sterili;

2) agevolare la creazione di nuove imprese è la cosa più capziosa che si possa affermare perché il dramma non è quello della mancanza di imprese MA di come mantenere aperte quelle che già esistono e scongiurarne la chiusura obbligata: creare nuove imprese mentre tutte le altre chiudono e falliscono serve solo a portare futuri disgraziati/e in bocca alle banche a chiedere finanziamenti per l’avviamento, soldi che di certo non potranno mai essere restituiti causa crisi e via col pignoramento della nuova attività, ed il cerchio si chiude.