Donetsk sotto le bombe

Alcune linee ferroviarie e locomotive sarebbero rimaste colpite nel corso dell’attacco. Diversi testimoni hanno riferito circa l’impatto di sei colpi di mortaio nelle vicinanze della stazione. Altre testimonianze riferiscono di ulteriori esplosioni avvertite in zone limitrofe. La stazione ferroviaria si trova nei pressi dell’aeroporto cittadino, un’area quest’ultima, attualmente, sotto il controllo dell’esercito.

 Secondo quanto riportato dal sito web del comune di Donetsk, in questo momento, nelle strade della città sono in corso duri combattimenti tra le truppe inviate da Kiev e le milizie di autodifesa che presidiano la capitale della repubblica popolare. Per questa ragione, le autorità locali raccomandano alla popolazione civile di rimanere a casa.

Continuano, intanto, le trattative tra governo e ribelli per fare luce sul disastro aereo dello scorso fine settimana. Il vice premier della repubblica popolare di Donetsk (Rpd) Andrej Purgin, ha dichiarato oggi che a due giorni dal disastro aereo, ancora non sono arrivati nella zona gli osservatori e gli esperti di Kiev, nonostante l’invito e la disponibilità immediatamente espresse dalla Rpd ad accogliere esperti inviati da Kiev.

Sulla zona sono presenti esperti di Donetsk ma l’Osce non ritiene evidentemente tali gli esperti della Rpd. Purgin riferisce che nella zona si arriva ai 30°, hanno trasportato celle frigorifere ma non sono autorizzati a toccare i corpi il tutto mentre “a Kiev si tengono trattative con non si sa chi, e nessuno viene da noi”. A questo, si aggiunge che la “zona franca” ancora non è stata definita. Allo stesso tempo, Kiev accusa le milizie di non far accede nella zona del disastro né gli esperti di Kiev, né quelli internazionali.