Dici Capitalismo e dici morte per avvelenamento

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Che l’intero Pianeta su cui abitiamo, al momento pure l’unico disponibile, abbia assunto i connotati di una discarica cosmica, è cosa più che nota. Addirittura lo spazio attorno alla Terra si arricchisce giorno dopo giorno di tonnellate di spazzatura. A questo punto, ciò che deve giungere in maniera netta e precisa al grande pubblico è che se la biosfera venisse irrimediabilmente corrotta, si configurerebbe uno scenario mai configuratosi prima nella storia non solo dell’umanità ma della Terra stessa. Col termine biosfera s’intende la parte respirabile in cui può svilupparsi e prosperare la vita. Essa avvolge il nostro geoide. La scienza, che per nostra fortuna ricorre di sovente a codici comunicativi intellegibili, l’ha paragonata alla sottile buccia della mela, dove la mela rappresenterebbe la Terra stessa. Pensate quindi a quanto delicata essa possa essere. Ebbene, questo polmone naturale che ci permette di vivere, a causa dell’inquinamento, sta rapidamente invecchiando. Stenta ormai ad auto-curarsi in maniera naturale e spontanea come riusciva a fare sino a poco tempo fa. La quantità di agenti chimici è tale per cui il Pianeta Terra, per così dire, sta diventando asmatico. Le acque interne, inquinate dalle produzioni industriali, riversano in mare ogni sorta di veleni. I mari sono iper-sfruttati dalle attività di pesca selvagge ed il pescato risulta sempre più spesso impestato di metalli pesanti, mercurio in vetta. L’agricoltura è sempre meno biologica e sempre più geneticamente modificata, le falde acquifere sono spesso contaminate e le piogge acide stanno letteralmente bruciando i pascoli sempre più concentrati all’interno di fattorie meccanizzate in cui il bestiame viene allevato a suon di antibiotici per scongiurare il rischio di epidemie dovute all’eccessiva vicinanza tra una bestia e l’altra; antibiotici che poi finiscono nei nostri piatti e sono la principale causa dell’imbalsamazione spontanea dei cadaveri umani. Proprio così: se un tempo i cadaveri andavano in putrefazione, ora all’interno delle bare, si rinvengono salme integre perché in vita hanno assunto cibi ricchi di conservanti. 

La fotografia più allarmante di queste modificazioni ambientali proviene dalla Cina, l’immensa Cina tanto amata dai nostri economisti d’ispirazione monetarista con in testa il mortadella d’Italia che ci ha lavorato come consulente e cofondatore di un’agenzia di rating. Ebbene, nelle nuove metropoli in cui si contano decine di milioni di individui ridotti in schiavitù dai criteri produttivi propri di un modello allucinante, l’aria non è più respirabile. Le polveri sottili sfondano i limiti di 100, 200 300 o 1000 volte. È prassi non riuscire a vedere oltre pochi metri dal proprio naso anche in pieno giorno. In questo contesto, le malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio sono in costante aumento come lo sono anche i decessi ad esse legati. L’ultima notizia – che speriamo si riveli essere una delle tante bufale che circolano di frequente – riguarderebbe una bambina di appena otto anni alla quale sarebbe stato diagnosticato un cancro ai polmoni. Qualora venisse confermata la veridicità di ciò, saremmo di fronte al caso di tumore al polmone più precoce mai visto. Senza voler spingersi oltre, basti solo menzionare di sfuggita l’incredibile crescita di feti deformi. Un problema che abbraccia l’umanità tutta, ormai ostaggio di una ristrettissima élite che ci governa senza scrupoli e senza etica, adoratrice dell’infame dio denaro a cui si è votata senza remore.

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