David Packard: un imprenditore sui generis

David Woodley Packard fa l’imprenditore. È un americano che ha ereditato una “discreta” azienda di famiglia: la Hewlett-Packard. Una delle più importanti aziende informatiche al mondo, altresì nota come Hp. Hobby: professore di filologia all’Università della California e investitore nel settore delle opere d’arte grazie alla Fondazione Packard per i Beni Culturali. Noto come il filantropo che ha digitalizzato una quantità non indifferente di testi greci e latini, oltre che numerosissimi testi alle origini della tradizione democratica degli Stati Uniti. Tutto questo per poi renderli pubblici, gratuiti e didatticamente fruibili.

In Italia, già dal 2000, attraverso la sua Fondazione investì nel sito di Ercolano. In pochi anni si è passati, dalla chiusura di molte aree ritenute pericolanti, all’apertura al pubblico di quasi tutte le case. Una collaborazione, quella tra la Fondazione e il Ministero che finora ha avuto vita lunga e ha permesso la restaurazione di affreschi, mosaici e delle fogne romane a cielo aperto, che ancora oggi sono perfettamente in grado di disperdere efficacemente l’acqua piovana. L’ammontare dei finanziamenti si aggira intorno ai 16 milioni di euro. E oggi, per merito di una intesa con il Ministero dei Beni Culturali e Turismo e il Ministero per la Coesione Territoriale italiani e con il Comune  di Ercolano, sono destinati ad aumentare in modo da consentire l’apertura di altri 5.171 metri quadri dell’originaria città e mettere in sicurezza alcune altre zone non ancora aperte.

I nuovi scavi si situeranno al confine nord-occidentale dell’attuale area, tra Via Cortili e Via Mare e ambiscono essere una soluzione che salvi anche aree già emerse che rischiano di perdere parte della loro imponenza culturale, ad esempio affreschi che rischiano di staccarsi e cadere.

Una situazione che speriamo si risolva con un aumento dei, già 356.562 nel 2013, visitatori e una nuova vita per molti, se non tutti, di questi unici reperti.

E chissà che Mr. Packard non si interessi anche alla Casa del Torello di Pompei, per esempio.

Giselda Campolo