Coreve dà le indicazioni per la differenziata.

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Coreve, il consorzio per il recupero del vetro, risponde ai dubbi più diffusi nella pratica del recupero di questa preziosa materia prima, attraverso la selezione dei rifiuti.

Innanzitutto, nonostante le dicerie, non bisogna necessariamente risciacquare i contenitori di vetro dal momento che verrà trattato in dei forni fusori ma invece bisogna fare attenzione a svuotarli da eventuali residui.

Altra operazione non necessaria è quella di ostinarsi a eliminare etichette o accessori che non vengono via. Bisogna invece rimuovere parti facilmente asportabili come tappi e collarini.

La cosa più importante è non inserire oggetti di ceramica o di pirex che hanno temperature di fusione più alte di quelle del vetro e rischiano di rendere inutile il processo di fusione e riciclo.

Da separare anche il cristallo che, contenendo piombo, rischia di contaminare il resto della partita.

Naturalmente a parte lampadine, neon, specchi che pure contengono sostanze inquinanti e pericolose nel processo di riciclo del vetro (spesso riutilizzato come contenitore per alimenti).

In questo articolo ci limitiamo a divulgare le informazioni date dal Coreve senza additare i mal funzionamenti ancora presenti, purtroppo, nella pratica di ritiro dei rifiuti differenziati.

Non ci interessiamo di additare le colpe dell’industria e il legislatore che preferisce indirizzare il cittadino a riorganizzare i suoi rifiuti piuttosto che obbligare le industrie a dimezzare le produzioni nocive. Ci ripromettiamo in un altro articolo di proporre il modello ad esempio di allevamenti che dagli escrementi degli animali producono, senza inquinare ulteriormente, sia elementi di base da vendere alle industrie farmaceutiche che energia.

Invece aggiungo che la Coreve ci consiglia di vincere la pigrizia (anche perché così si ridurranno i costi comunali di smaltimento e conseguenzialmente le bollette); separare anche a lavoro o a scuola e convincere gli altri a farlo; stare attenti ai contenitori che si utilizzano dal momento che la parte più costosa del processo è quella di selezione e trattamento che precedono la riconversione; ricordarsene anche in vacanze lunghe o brevi e togliere eventuali contenitori in plastica o sacchetti in cui sono inseriti.

L’Europa ha superato la soglia del 70 per cento; sarà un lungo scalare per noi.

Giselda Campolo

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