Che vincano pure Renzi e Berlusconi, se servirà a fare aprire definitivamente gli occhi al Popolo Italiano

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Secondo Fernando Rossi, l’ex senatore del Comunisti Italiani e oggi leader del movimento Per il Bene Comune, una vittoria del Renzusconismo può essere un male necessario ed auspicabile, se servirà a far capire agli Italiani l’inganno in cui il sistema ci ha precipitati

Fernando Rossi, l’ex senatore ferrarese dei Comunisti Italiani, oggi leader del movimento Per il Bene Comune, è a mio parere una persona di grande intelligenza e preparazione, uno dei pochi politici italiani a ragionare con la propria testa e ad aver capito come gira il mondo. Lo dimostrano le sue forti prese di posizione in favore del legittimo governo siriano e contro il Nuovo Ordine Mondiale, le politiche vessatorie della BCE e dei tecnocrati di Bruxelles, il signoraggio bancario e le operazioni di geoingegneria clanestina che da anni interessano i nostri cieli. L’ho personalmente conosciuto lo scorso anno a Grosseto, in occasione di un convegno che la mia casa editrice aveva organizzato e al quale Rossi partecipava come relatore. Entrammo subito in sintonia e ricordo che mi colpì per la sua grande apertura mentale, cosa non usuale e tutt’altro che scontata per chi, come lui, proviene dalla sinistra marxista.

Ha pubblicato oggi sulla sua pagina Facebook un interessante articolo intitolato “Per fare la rivoluzione è bene che vincano Renzi & Berlusconi”, articolo in buona parte condivisibile e che rispecchia sostanzialmente quanto avevo scritto un paio di giorni fa nel mio articolo “L’orrore per le preferenze: entra in scena il Renzusconismo per salvaguardare gli interessi della casta”, uscito su Signoraggio.it.

Quella di Rossi, per sua stessa ammissione, non vuole essere una tesi provocatoria. Ciò che resta della prosopopea sulla presunta democraticità del sistema elettorale, come egli enuncia in questo suo articolo, viene ora demolito con il recente inciucio Renzi-Berlusconi  “e sarà molto semplice far comprendere agli Italiani, non ipnotizzati dai media e dalle organizzazioni mafio-clientelari denominate partiti del centrodestrasinistra, che per cacciare la cleptocrazia che gestisce il potere per conto della grande finanza serve una vera rivoluzione”.

Come già è avvenuto per il finanziamento pubblico ai partiti, bocciato dai cittadini con un referendum ma decuplicato dai partiti con leggi truffaldine fatte approvare dai loro parlamentari – spiega ancora Rossi – oggi, in presenza della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale buona parte delle colonne portanti del famigerato “Porcellum”, e che ha indicato la possibilità di indire elezioni politiche sulla base della legislazione rimasta in vigore (proporzionale puro, con voto di preferenza e marcata riduzione dello sbarramento e del premio di maggioranza), i partiti che Rossi giustamente definisce “della Banca Centrale Europea e della tradita sovranità nazionale”, faranno di tutto per approvare in fretta e furia una legge elettorale ancora più truffaldina del Porcellum stesso.

L’oscena proposta di legge che è scaturita dal colloquio fra i due pregiudicati a capo del PD e di Forza Italia, come già avevo denunciato io e come rileva adesso Fernando Rossi, prevede infatti, nel tentativo estremo di difendere e puntellare l’ormai marcio bipolarismo, un innalzamento della soglia di sbarramento dal 4% all’8% per le liste che non corrono in coalizione con i due schieramenti. Osserva quindi Rossi che “se i partiti o liste fuori dal sistema e quindi senza sostegni da parte della grande finanza e dei suoi media (che sono TUTTI di sua proprietà) che danno loro sostengono solo se restano divisi, decidessero “per miracolo” di unirsi in un Fronte patriottico, o sovranista, o anti Europa delle Banche, la nuova legge ha già pensato a come truffare anche loro, elevando in tal caso lo sbarramento dall’8 al 12 %!”. Questa nuova “porcata” inoltre non prevede il voto di preferenza, sul quale la sentenza della Consulta si era espressa con estrema chiarezza, ma restano clamorosamente le liste bloccate, anche se più “corte”, decise a tavolino dai segretari dei partiti.

Come sottolinea sempre Rossi, il premio di maggioranza potrà arrivare al 20% di seggi in più, garantendo il 55% dei parlamentari assegnati alla coalizione più votata, anche se arrivasse al 35% dei votanti, o anche meno. Verrà a cadere quindi ogni parvenza di democrazia! E tutto questo in spregio a quella Costituzione che Giorgio Napolitano dovrebbe in teoria difendere e della quale si riempie altezzosamente la bocca in tutti i suoi discorsi pubblici. Ma evidentemente, secondo il Capo dello Stato, è più importante salvaguardare la governabilità della Trojka sull’Italia commissariata piuttosto che i diritti democratici dei Cittadini sanciti dalla Carta del 1948.

Fernando Rossi ci propone poi nel suo articolo un’interessante simulazione di voto, basandosi sui dati delle ultime elezioni politiche (elettori: 46.905.154; votanti: 35.270.926; schede bianche e nulle: 1.265.171) alle quali i voti validi sono stati appena 34.005.755, il 71,21 % degli aventi diritto. 

Elezioni in cui, per la prima volta, con il 28,79%, i non partecipanti al voto (senza contare le schede nulle e le bianche) sono diventati il primo partito italiano, nonostante Grillo abbia intercettato il voto di tante persone stanche dei partiti del “centrodestrasinistra” e sfiduciate sul ruolo delle altre liste presentatesi come antisistema. E, come evidenzia Rossi, non vi fu commentatore politico che non sottolineò come senza la possibilità di esprimere la propria protesta attraverso quel voto, una percentuale significativa sarebbe andata al non voto o alle bianche e nulle.

Alle ultime politiche, osserva Rossi, “entrarono in Parlamento PD & complici con il 29,55 % di quel 71,21% che votò; PDL & complici con il 29,18%; Grillo con un fantastico e impensabile 25,56%; Monti con il 10, 56 %. Tutte le altre liste non superarono la soglia del 4% e non elessero nessun rappresentante in parlamento”. E rileva che, per via dello sbarramento del 4%, furono 5.341.356 (ovverosia il 15,28 %) i contribuenti, produttori e cittadini italiani che avevano scelto di partecipare al rito ”democratico” e di delegare partiti e parsone a rappresentarli, ma che rimasero senza alcuna rappresentanza.

E adesso viene il bello: se si votasse con la nuova legge-truffa ideata da Renzi e Berlusconi, Fernando Rossi ci dimostra che “stando alle insanabili divisioni interne alla ex coalizione Monti, alle posizioni anti Euro e anti Europa delle banche ribadite da Lega Nord e Fratelli d’Italia, nonché alla rottura di Vendola con il governo Letta e quella successiva con le scelte del berlusconiano Renzi, divenuto segretario del PD, a non superare il nuovo sbarramento saranno ben altri 6.738.071, pari al 19, 81% . 12.079.427 di italiani, pari al 35,09 % dei cittadini andati a votare resterebbe senza rappresentanza, pur avendo creduto nella cosiddetta democrazia, insieme agli altri 12.899.399 milioni che non ci hanno creduto per nulla ed hanno rinunciato al voto!”

24.978.826 milioni di Italiani su 46.905.154 aventi diritto, risulterebbero quindi esclusi, secondo i calcoli di Fernando Rossi, per propria non adesione o per espulsione, dalla partecipazione e dalla rappresentanza sedicente “democratica”.

Non sarà quindi una esigua maggioranza, ma una netta minoranza di Italiani a sostenere le scelte globalizzatrici della grande finanza, dei grandi burattinai di quel Nuovo Ordine Mondiale che muovono i fili della nostra fittizia e commissariata scena politica. E questo, come afferma Rossi, “renderà più visibile la profonda ingiustizia del sistema”.

Il sistema, aggiungiamo noi, sarà finalmente messo a nudo agli occhi del Popolo Italiano in tutta la sua drammatica vacuità e in tutta la sua essenza profondamente criminale; un sistema che mente sapendo di mentire, soprattutto quando annuncia, per bocca di uno come Saccomanni, che stiamo uscendo dalla crisi, che si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel. E il Popolo capirà che in questo tunnel ci stanno murando vivi e che quella luce, se esiste, è quella di un treno che ci sta venendo addosso e che ci travolgerà. Sì, perché si tratta di un sistema, quello con cui abbiamo a che fare, che preferisce istigare i Cittadini al suicidio, dopo averli spremuti fino all’inversosimile e aver tolto loro ogni diritto civile o ogni speranza nel futuro, piuttosto che deludere le aspettative (anzi, i diktat) dell’usurocrazia bancaria e della grande finanza internazionale. Un sistema che ha già ammesso in modo esplicito il proprio fallimento, come è scritto nero su bianco in un recente documento della Commissione Europea che i nostri parlamentari e tutti i mass media fingono di non conoscere.

Come sostiene Fernando Rossi, con l’aggravarsi della situazione sociale, gli imprenditori, i lavoratori e ancor più i milioni di disoccupati e pensionati precipitati nella povertà, impegnati a cercare di sopravvivere alla giornata, non dedicheranno certo il loro tempo a studiare e a cercare di capire il funzionamento della sovrastruttura elettorale chiamata a reggere un sistema ingiusto, ma che la grande finanza, attraverso le sue banche, le multinazionali, i media e i partiti, vuole tenere blindato.

Questi milioni di Italiani si rivolteranno, scenderanno in guerra con ogni mezzo possibile contro tutto ciò che impedisce loro di vivere. E nessuna istituzione più si salverà, tutte saranno delegittimate e, di conseguenza rovesciate.

Ben venga quindi la nuova legge-truffa del Renzusconismo! Che vincano pure i due pregiudicati che hanno orchestrato questo ennesimo inganno, se la loro vittoria servirà a completare, agli occhi del Popolo, la delegittimazione di un regime fantoccio ed oppressivo e a portarlo definitivamente al capolinea!

La rivolta è nell’aria, non è dietro l’angolo, è già iniziata. Non solo in Italia ma in tutta Europa. E sarà inevitabilmente inarrestabile, sarà travolgente e implacabile. E tutti i servi della grande finanza internazionale, tutti i tecnocrati, tutti i burattini che hanno contribuito a costruire, a rafforzare e a difendere un sistema mostruoso in cui ci troviamo, saranno chiamati a rispondere, insieme ai loro burattinai, dei crimini commessi.

Nicola Bizzi

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