Canapa, calce e legno: la cantina vinicola ad impatto zero

Kevin Parker è un eclettico ed ingegnoso imprenditore che, dopo cinque anni di ricerche, è riuscito a dimostrare che le potenzialità della canapa e della calce per la bioarchitettura sono infinite, scegliendo questo materiale per costruire la sua cantina vinicola ad impatto ed energia zero.

Insieme ai due soci Parker e Robert Eden, ha realizzato la cantina Château Maris, un edificio situato nella campagna francese vicino a Carcassone, unico nel suo genere già virtuosa per la produzione di vino biologico e biodinamico.

Considerabile come una bioarchitettura ad energia positiva, ovvero capace di produrre più energia di quella che necessita, la cantina francese si affida ai mattoni biodegradabili di canapa e calce per coprire tutti i 9.000 mq della sua superficie.

Dopo aver testato sul campo diversi materiali naturali come la pietra, la terra battuta o la paglia, Kevin Parker ha individuato nei biomattoni di canapa la soluzione ideale sia in termini di impatto ambientale che per quanto riguarda gli aspetti energetici e salutari.

Grazie alla sua composizione materica, la canapa è uno degli isolanti naturali più efficaci sotto il profilo termico e per la traspirabilità, mantenendo l’edificio fresco d’estate e caldo d’inverno ad una temperatura costante compresa tra i 13 e i 18 gradi. Nel caso della cantina Château Maris inoltre, l’involucro di mattoni in canapa è composto da due pareti affiancate separate da un’intercapedine vuota, una soluzione che garantisce il perfetto isolamento termico anche in caso di temperature molto basse e la circolazione dell’aria per ridurre il calore solitamente generato dalla fermentazione del vino.

Non servono sistemi di riscaldamento o climatizzazione ulteriori per questa cantina francese che grazie alle caratteristiche dell’involucro ed all’installazione di una copertura verde con fotovoltaico integrato, raggiunge la completa autonomia energetica abbattendo nello stesso tempo la CO2.

I biomattoni realizzati in canapa infatti sono leggeri, facili  da trasportare e hanno un impatto ambientale molto ridotto, anche nei confronti di altri materiali naturali: essendo prodotti da coltivazioni locali costano meno, non richiedono particolari sistemi di irrigazione o fertilizzanti  e soprattutto durante i processi di crescita e lavorazione sequestrano CO2, al punto che la cantina vinicola francese sarà in grado di sequestrare ben 44 kg di CO2 per metro quadro per i prossimi 20-25 anni.