Bohm: il genio. Parte II: i Paradossi di Schrödinger e Einstein-Podolsky-Rosen.

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Carcontinuo la breve descrizione del pensiero di Bohm attraverso il primo paradosso che ci serve sapere: quello di Einstein-Podolsky-Rosen di cui si può leggere in La Descrizione Quantistica della Realtà Fisica Può Ritenersi Completa?, 1953.i amici,

Hanno predisposto una sorgente di elettroni tale da emetterli a coppie: uno verso una destinazione indicata con A e uno verso una destinazione indicata con B. Gli scienziati ipotizzavano (era un esperimento mentale, risultato successivamente confermato sperimentalmente) di misurare l’impulso di entrambi lungo una qualunque delle assi. Ipotizziamo, noi, che si misuri A l’ungo l’asse x. Il risultato può essere con pari probabilità +x o -+ x; ma tale che misurando la stessa qualità fisica di B lungo lo stesso asse si ottenga un risultato antiparallelo. Ipotizziamo di ottenere -+x. A questo punto secondo il paradosso EPR dal momento che la funzione d’onda (probabilità) collassa in un’unica esistenza, otterremo necessariamente al 100% che la qualità di B è –x. Naturalmente se venissero misurati lungo proiezioni su assi diverse, la probabilità di avere un risultato antiparallelo scende al 50 %. Altrimenti detto: A e B al momento della misurazione sono in viaggio ad una velocità tale che li renda spazialmente separati. Secondo il principio di località non possono esserci correlazioni tra eventi spazialmente separati se tali correlazioni non hanno avuto causa comune nel passato. Dunque non vi dovrebbe essere nessuna correlazione tra la misurazione di A e di B che non hanno origine comune. Il principio di località fino a questo momento era considerato vero per buon senso.

Il secondo paradosso è quello del gatto di Schrödinger. Questo esperimento non fu mai effettuato, ma la teoria è questa. Si chiude un gatto in una scatola isolata rispetto all’osservatore. Assieme al gatto viene inserito un atomo radioattivo che in un’ora ha il cinquanta percento di probabilità di decadere. L’atomo a sua volta era protetto da una scatola e messo a contatto con un contatore Geiger. Al decadere dell’atomo il contatore fa muovere un martello tale da rompere una fiala di cianuro che uccida il gatto. Secondo la fisica quantistica l’atomo è decaduto e non è decaduto fino al momento della rilevazione, quando una realtà collassa nell’altra. Allo stesso modo il gatto è contemporaneamente vivo e morto, fino alla rilevazione.

 

Giselda Campolo

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