Silvio Berlusconi senatore a vita? Forse non è solo fantapolitica…

BERLUSCONI: LONGO PREANNUNCIA LA RICHIESTA DI GRAZIA, POI FRENA

Mentre, come vi avevo anticipato ieri, sono fioccati in quantità gli emendamenti, ben 3093, presentati da tutti i partiti in Parlamento alla Legge di Instabilità del bilderberghiano Letta (di cui 992 presentati solo dal PD), dal fronte delle primarie-farsa di quest’ultimo apprendiamo oggi dai giornali che un recente sondaggio starebbe terrorizzando i renziani. Si tratta probabilmente di un sondaggio in salsa bersaniana, come molti ironicamente hanno sottolineato, ma che mette a nudo un interessante dato di fatto: soltanto il 16% degli elettori del partito massonico-bancario per eccellenza pensa infatti di scomodarsi per uscire di casa l’8 Dicembre e recarsi ai gazebo delle primarie. L’11% di questi dichiara di non aver ancora deciso e il 73% esclude categoricamente di prestarsi a questo ridicolo gioco all’americana. Forse quindi anche gli elettori del PD cominciano ad aprire gli occhi sulla vacuità di simili giochetti e decideranno di stare a casa anche quando si voterà alle prossime politiche. Del resto non devo essere io a ricordarlo, ma è l’astensionismo in Italia già da molto tempo il primo partito.

Al di là di un probabile contrattacco dei bersaniani, che a quanto pare sarebbero disposti a provocare un pesante flop mediatico del partito piuttosto che legittimare alla segreteria il sindaco-showman di Firenze (un po’ come il marito che si castra per fare dispetto alla moglie), appare evidente che Renzi stia adesso rischiando di perderle queste primarie. Si potrebbero quindi configurare nuovi scenari, come ad esempio una scissione dei renziani e un loro avvicinamento ai dissidenti del PDL, che Berlusconi appare ormai determinatissimo a cacciare.

D’altronde al PD serve un diversivo da dare ai propri elettori, soprattutto per far passare in secondo piano il fatto che in tredici anni, come ha dichiarato al processo di Monza l’imprenditore Piero Di Caterina, sarebbero finiti nelle tasche di Filippo Penati almeno tre milioni di Euro.

Sul fronte opposto continua a oltranza la telenovela della grazia a Berlusconi. Marcello Dell’Utri, persona tutt’altro che disinformata sulle vicende del Cavaliere, dà già per confermata la presentazione di una domanda di grazia a Giorgio Napolitano da parte dei figli del “drago”, nonostante le secche smentite dell’avocato Niccolò Ghedini da una parte e dell’ufficio stampa del Quirinale dall’altra.

Un’altra persona ben informata, che difficilmente in passato mi ha confidato previsioni che non si sono poi puntualmente avverate, mi ha proposto un altro possibile scenario. Prendete quanto sto per scrivere con le molle, perché voglio far finta per un attimo che si tratti di fantascienza, o quantomeno di fantapolitica. Napolitano avrebbe l’intenzione di nominare al più presto un nuovo Senatore a vita: nientemeno che Silvio Berlusconi. E potrebbe poi rassegnare le dimissioni dal Quirinale subito dopo aver preso questa plateale decisione. Una decisione che però gli permetterebbe, come si suol dire, di salvare capra e cavoli, mettendo da un lato una pietra tombale sulla destabilizzante situazione del Cavaliere, e, dall’altro, permettendo che il Governo Letta (con probabile a questo punto appoggio esterno della nuova Forza Italia) goda di ulteriori preziosi mesi di vita. Preziosi mesi di vita che permetterebbero a Letta di preparare la strada a nuove elezioni (magari con una nuova legge elettorale finalizzata a sbarrare la strada a forze politiche anti-sistema), non prima però di aver portato a termine riforme fondamentali per compiacere la lobby massonico-usurocratico-bancaria della BCE e per svendere altri importanti pezzi del nostro patrimonio pubblico.

 

Nicola Bizzi