Aziende in fuga dall’Italia dei tecnici: ATTENZIONE

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Secondo le stime recenti di Unioncamere, sono circa mille le aziende che quotidianamente  (grandi, medie e piccole) che chiudono i battenti. Dove vanno? I più fortunati, anche per via della vicinanza geografica, finiscono in Svizzera e Slovenia. Non vengono, tuttavia, disdegnate destinazioni più lontane come Lettonia, Bulgaria, Estonia e paesi caucasici.  Non c’è che dire: un esodo in piena regola. La cause principali sono sempre le solite: la mancanza di saldo da parte dello Stato (chiusura non per debiti ma per crediti avanzati); l’eccessiva pressione fiscale. Tutti elementi che non si ritrovano laddove il mercato sta emigrando. Però attenzione: l’incallito vizio di frodare e “fregare” è innato nel sangue latino, non mentiamoci! Questo costume inossidabile sta allertando tanto gli svizzeri quanto gli altri i quali stanno correndo ai ripari: da oggi sarà più difficile far quadrare i conti: la residenza della proprietà diverrà cogente. E addio vantaggi. 

Non si possono biasimare quanti e quante abbiano deciso di fare le valigie per andare a cercare (non tanto la fortuna) sopravvivenza altrove. Bene, a costoro non possiamo che rivolgere un caloroso in bocca al lupo. Però sappiate che la vostra assenza qui, sebbene più che giustificata, la sentiamo e la sentiremo moltissimo in questo 2014 che ormai è alle porte: più alto cresce il numero delle aziende mancanti, meno voce di protesta si leverà all’indirizzo dei responsabili. Forse, a conti fatti, l’intento era proprio quello di eliminarvi. Eliminare le voci scomode con arte, semplicemente attendendo che la valanga di finanziarie scriteriate facesse da leva cosicché un giorno potranno pure vilmente accusarvi dicendovi: “Ve ne siete andati per vostra scelta, nessuno vi ha obbligati”. 

Dall’altra parte, reprimere le voci di chi resta e resterà sarà più facile, senza il vostro sostegno. Tra poco, gli eori rimasti qui a spezzare il pane non avranno nemmeno gli occhi per piangere. La partita sembrerebbe qui terminare. Ma non è così: i conti si fanno alla fine. E alla fine qualcuno pagherà per il vostro e nostro disturbo. Nel frattempo non dimenticatevi mai che restiamo qui a combattere, lo facciamo anche per voi. 

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