Associazione per la lotta alla collusione tra la magistratura e le banche

CONTROLLIAMO IL CONTROLLORE

Associazione per la lotta alla collusione tra la magistratura e le banche

La frode della magistratura consiste nel fingere di non capire che la lotta disperata della società contro la crisi è inutile, perchè la crisi è frutto di un groviglio di leggi illegittime volute dall dittatura bancaria. Leggi che può sconfiggere solo la magistratura, che invece le difende subdolamente perchè si è venduta alle banche in cambio di retribuzioni e privilegi a prova di ‘onestà’. Il problema, quindi, non è il ladro, ma costringere il ‘gendarme’ a fare il suo dovere. ALM […]

        -Presidente corte appello Roma, dr. MARIA TERESA MIRRA

PC.   -TAR Lazio

 

OGGETTO: -1) Velocità del TAR nei giudizi di ottemperanza per il pagamento dei decreti Pinto. -2) Rilascio dei certificati di passaggio in giudicato degli stessi. -3) Ricorsi a Strasburgo e parallele segnalazioni alla corte dei conti e alla procura contro le ‘strane’ lentezze dei commissari ad acta.

 

Le scrivo, pres. Mirra, circa il recupero delle somme di cui ai decreti Pinto.

Come certo sa, questo governo di figuranti nominati e guidati dalle banche per succhiare altro sangue alla società ed essere poi sostituiti non appena si siano consumati, ha promulgato il DL ‘sblocca debiti’ (n. 35\8.4.2013), con il quale, senza sbloccare alcunché, ha bloccato i pignoramenti delle somme recate dalle sentenze (decreti) Pinto.

Ciò per completare la distruzione di questa legge tanto importante quanto odiata dalle banche a causa della velocizzazione dei processi che arrecava.

Cose contro le quali la corte di Strasburgo non costituisce rimedio perché – conto si ravveda – ma, in virtù dell’essersi fatta arruolare anch’essa dalle banche, ha avuto la faccia di bronzo di rimangiarsi la giurisprudenza che le si era strappata in due decenni.

L’unico rimedio, se funzionasse, ma ci metteremo in guerra perché funzioni, è il TAR, attraverso i giudizi di ottemperanza per la nomina di commissari ad acta per il pagamento dei decreti.

Commissari ad acta (funzionari pubblici ad usum delphini) che si guardano bene dall’eseguire i provvedimenti, ma contro la cui ‘strana’ inerzia ho deciso di ricorrere sistematicamente alla pur collusa corte di Strasburgo presentando parallelamente esposto con allegato il ricorso a Strasburgo sia alla corte dei conti che alla procura affinché – poiché qualcosa Strasburgo la liquiderà – venga addebitato ai commissari inadempienti il danno causato all’Italia.
TAR Lazio che, per essere giusto fino in fondo, potrebbe magari prendere l’abitudine di liquidare spese adeguate anche agli avvocati, ma al quale devo tuttavia dare atto di essere fin qui stato giusto al punto da aver persino riconosciuto 120 euro al mese di indennizzo per il ritardo nel pagamento, dissociandosi esplicitamente dalla (delinquenziale) giurisprudenza strasburghese, che ha ridotto i 120 euro mensili, che liquidava da anni, a 200 euro forfettari (quale che sia il ritardo e la somma non pagata), più 20 (dico 20) euro di spese.

Corte europea che – per favorire le lobby (bancarie) rivolte a eliminare il suo controllo sulla giustizia nazionale – ha ridotto l’indennizzo per demotivare i ricorsi.
Sentenze del TAR Lazio che quindi rallegrano noi avvocati, ma solo tiepidamente, perché è sempre accaduto che, appena aumenta il numero delle cause, intervengono quei poteri ai quali la magistratura non sa dire di no e le fanno cambiare orientamento.

Strategie funzionali a neutralizzare la giustizia tra le quali le lungaggini, perché non sfugge proprio a nessuno che, anche in questo caso, basterebbero pochi giorni per decidere questi giudizi di ottemperanza organizzandosi con qualche prestampato, e che ogni giorno in più è solo per favorire la lobby della lentezza.

Una collusione culturale giudiziaria che è tanto più grave quanto più inconscia, ma è rafforzata anche da molta corruzione materiale, tant’è che molti di voi magistrati sono massoni, non pochi sono massoni deviati, e taluni persino pedofilo satanici.

Massoneria che, come certo sa, avendo il suo fulcro nella segretezza, sarebbe illecita quand’anche non commettesse illiceità, ed è poi vietatissima ai magistrati, sicché è (vergognosamente) ‘tollerata’ solo per la sua spaventosa diffusione.

Massoneria che è il corpo dal quale si dipartono le organizzazioni criminali bilderberg, trilatere, aspen ecc, alle quali la magistratura ha la benevolenza di consentire che facciano e disfacciano illecitamente i governi e ci governino attraverso i loro scherani.

Cosa voglio da lei? Semplice. Guardi, mi è chiaro che le ‘disfunzioni’ della giustizia sono funzionali al regime e che risolverle significa risolvere tutto.
Al punto che, se ne avessi il potere, non manderei alla gogna nessuno, ma mi limiterei a ripristinare le norme abrogate in tema di appelli, ricorsi per cassazione, legge Pinto ecc., a meccanizzare minuziosamente la giustizia, aumentare il numero dei magistrati e così via.

Moltissime cose si possono però fare subito, e quella che chiedo a lei ha creato un grosso problema, ma è tra le più facili: disporre che, magari con l’aiuto degli avvocati, si trovi un modo per far sì che le dr.sse Adriana Basile e Maria Maddalena, della cancelleria della sezione equa, rilascino subito, anziché non si sa più dopo quale demenziale numero di mesi, i certificati di passaggio in giudicato dei decreti Pinto, necessari per depositare i ricorsi per i giudizi di ottemperanza.

Naturalmente, poiché è chiaro che se si fosse trattato solo di questo avrei usato meno parole, sto anche cogliendo l’occasione per invitare i colleghi avvocati ad aderire alla nostra Associazione CONTROLLIAMO IL CONTROLLORE e segnalare i problemi alla cui soluzione lavorare, tra cui quello – cruciale – di sconfiggere la studiata lentezza dei processi.

Perché, purtroppo, i nostri consigli e l’oua sono riusciti a sprecare la forza immensa degli avvocati.

Sperando, pres. Mirra, che per ottenere la banalissima cosa che chiedo non sia necessario portare i titolari dei crediti di cui ai decreti ad incatenarsi ai cancelli del tribunale muniti di cartelli con sopra scritto «abbasso la magistratura» o procedere a chissà quali mai iniziative di protesta, la ringrazio anticipatamente e la saluto.

3.7.2013, Alfonso Luigi Marra