Artisti italiani a Berlino in associazione, ben 40: Peninsula land

Si era già tentato con Italiens, quattro mostre di berlinesi italiani organizzate e finanziate dalla Ambasciata italiana a Berlino; eppure Loris Cecchini voleva un’aggregazione più stabile. È così che è nata Peninsula.land, una associazione di oltre 40 artisti italiani residenti a Berlino. Con lui, da principio, Eleonora Farina, Jade Vilietstra, Antonio Catelani, Stefania Migliorati, Rebecca Agnes. Peninsula ora si sente pronta per organizzare la prima esposizione, dal titolo che richiama quello del loro sito web, una terra onirica: Peninsula dotLand. Land è così una terra che sconfigge l’incorporeità della rete ma che nel contempo indica quella terra vergine che questo nuovo gruppo di artisti si prepara a creare. La mostra è stata realizzata con in sostegno di Nautilus Group AG, sostegno finanziario ma anche logistico grazie ai 6 mila metri quadrati di spazio espositivo concesso, e patrocinata dall’Istituto Italiano di Cultura. Ma anche grazie alla rete di conoscenze messe a disposizione dall’artista tedesco Thomas Eller. È stato Eller, infatti, a presentare ai ragazzi l’imprenditore irlandese James Guerin, presidente del Nautilus. Una mostra che espone 30 artisti, ma nessuno di questi membro dell’associazione, e tutti di nazionalità diversa perché quello che rappresenta Peninsula è proprio la volontà di contatto e di scambio. Anche perché Berino al momento è elemento centrale di questo scambio, ma il tema più generale è proprio quello del cosmopolitismo dell’artista. Un essere lontano dalle forme istituzionalizzate della fruizione dell’arte, un essere che non subisce, secondo Peninsula, la crisi del mercato artistico o del concetto di galleria statica. Un essere che è creazione, quindi quella parte del mercato dell’arte che non morirà mai, che non può riconoscersi entro confini etichettati ma solo muoversi attraverso il flusso degli stili immaginali. Nella pratica, il lavoro di Peninsula sarà quello di promuovere il patrimonio artistico italiano e di mettere in relazione questo animus creativo con quello tedesco. Per diventare, non soltanto un momento creativo, ma luogo eletto per tutto ciò che è propedeutico alla creazione come dibattiti e workshop. Un progetto che sta appena iniziando a sbocciare e del quale si attendono sviluppi futuri. Giselda Campolo Ne è autorizzata la duplicazione con citazione della fonte