Armi chimiche siriane: Gioia Tauro attende le trasbordo il 2 luglio

Il trasbordo del materiale dovrebbe concludersi in pochi giorni (48-72 ore), ed è previsto per il prossimo 2 luglio. Completata questa operazione la Cape Ray si recherà in acque internazionali dove procederà alla distruzione delle sostanze grezze per la produzione del gas sarin per i prossimi 60 giorni. Il resto del materiale verrà smistato in altri paesi dove sarà smaltito. 

John Kirby, portavoce del Pentagono: “La neutralizzazione sarà condotta in modo sicuro e nel rispetto dell’ambiente. Nulla da questa operazione verrà rilasciato nell’ambiente. Una volta che il trasferimento del materiale dalla Ark Futura sarà completato, la Cape Ray salperà diretta verso acque internazionali per iniziare il procedimento di neutralizzazione degli agenti chimici utilizzando i sistemi per l’elettrolisi di cui il mezzo è dotato”. La nave è salpata dalla Spagna con a bordo oltre mille tonnellate di armi chimiche.

La zona di Gioia Tauro, nella tensione generale, sarà resa inaccessibile e la sicurezza garantita da un cordone di oltre cento fra poliziotti e carabinieri che presidieranno un’area di un chilometro quadrato.  Ma c’è anche chi si è opposto alla rischiosa manovra, come il Comitato SOS Mediterraneo, che ha stretto un gemellaggio con la Grecia, altro paese che sarà coinvolto nel passaggio della Cape Ray.

“Si sono attivati sull’Isola di Creta coinvolgendo diecimila cittadini. Il passaggio – dice Pino Romeo, uno dei componenti di Sos Mediterraneo, all’Adnkronos- è previsto in un periodo in cui ci sono navi da crociera e imbarcazioni turistiche con tutte le conseguenze del caso. Dobbiamo sottolineare che in quei container ci sono armi pronte all’uso, non precursori, ma comunque nessuno sa cosa veramente si troverà lì dentro, tutto è coperto dal segreto militare. Quanto sta accadendo la dice lunga sulla debolezza dell’Italia in campo internazionale ma soprattutto apre un’autostrada a operazioni simili anche in futuro al porto di Gioia Tauro. Non è un caso che sia stato scelto un porto civile e non un porto militare”.