Anche Lugansk si proclama repubblica popolare

Gli attivisti hanno reso nota la costituzione di un Consiglio supremo della repubblica incaricato di provvedere a tutte le questioni di natura amministrativo-territoriale: “la repubblica garantisce uguali diritti a tutti i residenti della regione, indipendentemente dalla loro nazionalità, status sociale o posizione la politica”.

Secondo gli attivisti, sarà la repubblica stessa a  determinare il suo status economico, a condurre la politica finanziaria e di investimento e ad emettere il proprio bilancio.  I sostenitori della federalizzazione dell’Ucraina hanno annunciato che l’11 maggio si terrà il referendum per l’autodeterminazione della regione, rendendo noto il loro impegno ad invocare l’aiuto russo, attraverso l’invio di truppe per il mantenimento della pace nella regione, qualora si verificassero: “azioni aggressive da parte del potere illegittimo di Kiev”.

Lo scorso sabato, i rappresentanti della regione di Lugansk hanno inviato un ultimatum  al governo di Kiev (al quale essi non riconoscono legittimità in quanto considerato “golpista” ed “autoproclamato”), avvertendolo che, qualora le loro richieste non venissero esaudite entro il 29 aprile, si vedranno costretti a passare all’azione offensiva, attraverso l’intervento militare, non più a fini esclusivamente difensivi, delle locali milizie di autodifesa popolare. Come già ricordato, le autorità locali ribelli di Lugansk hanno intrapreso la strada della proclamazione della repubblica popolare, seguendo il percorso già tracciato dalle regioni di Donetsk e  Kharkiv che, infatti, si erano già autoproclamate Repubbliche popolari agli inizi di aprile.