Anche Berlusconi diviene no euro e sovranista monetario: due idiozie demagogiche per distrarre dalla facile eliminazione per via giudiziaria del signoraggio propugnata da Marra.

Ho ancora d’avanti agli occhi la sceneggiata di Litizzetto che, un paio di anni fa, dice a Fazio: “ma almeno lui, l’avvocato Marra, lo saprà cos’è questo signoraggio..”, e giù a sganasciarsi entrambi dal ridere in una risata che coinvolse probabilmente tutta Italia, oltre che tutto il pubblico di “Che tempo che fa”. Ma Marra sapeva eccome sia quel che diceva che quel che faceva. Il suo piano, diceva già allora, era di rendere noto a tutti il termine signoraggio, perché pian piano la gente avrebbe cominciato a chiedersene il significato, e quando lo avrebbe capito il signoraggio sarebbe stato eliminato dal primo PM e giudice volenteroso mediante la nazionalizzazione della Banca d’Italia attraverso la confisca delle quote della banche private che follemente ne sono proprietarie. Una confisca che avrebbe comportato automaticamente anche la confisca di quel 15% della BCE che è di proprietà della Banca d’Italia, aprendo così il problema nel mondo. 

 46

Ecco allora che il regime, temendo che quel PM spuntasse da un momento all’altro, ha cominciato a ‘valorizzare’ l’idiozia della sovranità monetaria nazionale e dell’uscita dall’euro mettendo in mostra nei media gli incompetenti (ma anche ‘diversamente leccaculo’ delle banche) che la asseriscono, sempre allo scopo di distogliere dalla confisca penale proposta da Marra. Una strategia composta anche da un’operazione lessicale, cioè la rimozione del termine signoraggio (perché riporta alla confisca penale e a Marra) e la sua sostituzione con l’espressione sovranità monetaria nazionale. Sovranità monetaria nazionale e uscita dall’euro che sono un’idiozia perché, siccome sarebbero una disgrazia, non avverranno mai. Senza contare che, secondo costoro, dovrebbero avvenire per via politica, ed è chiaro che l’attuale dirigenza politica del mondo non le consentirebbe mai.

I media stanno in sostanza facendo emergere una pletora di accattoni che hanno appreso l’argomento del signoraggio dai documenti e dai video di Marra e che cercano ora di farsi sostenere dal regime attraverso il distogliere dalla temuta (perché facilissima) confisca penale delle quote private della banca d’Italia.

Un’operazione che ha coinvolti una serie di mini-guru, ma anche grandi forze. Mi ha fatto a riguardo decisamente sorridere il titolo, apparso ieri in prima pagina su “Il Giornale”, che recitava: “Sondaggio clamoroso: in Italia i No Euro diventano la maggioranza”. 

Un articolo di Vittorio Feltri, secondo il quale il 74% degli Italiani sarebbe insoddisfatto della moneta unica, e gli unici paladini intenti a difendere il popolo oppresso e a scagliarsi al galoppo contro il drago Euro sarebbero nientemeno che Forza Italia e il Movimento 5 Stelle! Tanto che Feltri arriva a ipotizzare e ad auspicare addirittura una rocambolesca alleanza fra Berlusconi e Grillo, i quali, accantonando l’annosa questione giudiziaria, dovrebbero marciare fianco a fianco in una battaglia per l’uscita dall’Euro, per la riconquista della sovranità nazionale e monetaria e per la riappropriazione del diritto dello Stato di battere moneta per far fronte alla crisi (tutto senza mai pronunziare la parola signoraggio).

Un improbabile asse Grillo-Berlusconi che si limiterebbe soltanto a cavalcare demagogicamente la questione, e che si romperebbe velocemente di fronte alla spiegazione che il problema non è l’euro, ma il fatto che esso è di proprietà della BCE, che è anch’essa privata, e incredibilmente lo vende agli Stati d’Europa, che invece dovrebbero produrlo da sé a costo zero, senza indebitarsi per comprarlo. 

Questo in una situazione in cui Grillo è stato lanciato in campo proprio per distogliere dal signoraggio, e Berlusconi è stato ed è a tutt’oggi parte integrante del regime bancario, e in venti anni non ha detto né fatto niente per far diventare pubblica la Banca d’Italia, anzi ha anch’egli concorso ad occultare che è privata.

Senza dimenticare che, anche a prescindere dal signoraggio, come denuncia da anni Marra, sono dai 600 ai 700 i miliardi di Euro che le banche annualmente sottraggono alle tasche dei cittadini mediante l’anatocismo, l’accredito tardivo dei versamenti, e altre pratiche notoriamente illecite, e i governi Berlusconi hanno concorso attivamente ad aggravare questa situazione con alcune leggine, come quella (per fortuna bocciata dalla Corte Costituzionale) che faceva decorrere la prescrizione anche mentre il conto corrente era aperto, e quella che è intervenuta tempestivamente per stabilire per legge l’accredito differito dei versamenti perché la giurisprudenza aveva finalmente cominciato a dichiaralo illegittimo. Oltre a ciò, sono stimabili nell’ordine di 85 miliardi di Euro i soldi che lo Stato risparmierebbe annualmente sui tassi di interesse del debito pubblico se le quote private della banca d’Italia venissero confiscate e divenissero pubbliche. 

È insomma strategico, per il mantenimento del sistema, che le persone continuino a vivere nell’ignoranza, che non arrivino a capire i retroscena del grande inganno operato dalla finanza internazionale ai loro danni e che, soprattutto, non comprendano il nocciolo del problema, che non si ribellino stringendo fra le mani la vera arma risolutiva: la pressione sulla magistratura affinché venga affrontato il problema del signoraggio nei tribunali.

Man mano quindi che il termine “signoraggio”, grazie alla costante opera di divulgazione perpetrata da Alfonso Luigi Marra attraverso il PAS, esce dalle pieghe della censura mediatica e viene compreso, il regime lancia in campo torme di accattoncelli che sgomitano per compiacerlo elaborando le loro teorie di “diversamente leccaculo delle banche”.

Oggi comunque c’è un grande fermento, intorno al progetto politico del PAS, e molti gruppi vi stanno aderendo. Alla fine state certi che vi aderiranno anche i “diversamente leccaculo” perché leccare chi vince è nella loro natura..

1.11.2013

Nicola Bizzi