Alla schiacciante maggioranza di magistrati venduti, depravati, delinquenti e accattoni (Schettini docet), circa..

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A quella schiacciante maggioranza di magistrati venduti, depravati, delinquenti e accattoni (Chiara Schettini docet) i quali – dato il silenzio della minoranza dei buoni – rendono possibile l’esistenza del male, circa la necessità che si lascino psicanalizzare, perché decifrarli equivarrebbe a decifrare l’essenza malata della vigente cultura dell’abiezione e guarire la società.
 
Assurde liquidazioni ai CTU (consulenti tecnici di ufficio) e immotivate lungaggini nelle cause contro le banche. Difesa strenua, da parte dei giudici, di crimini come il signoraggio, l’illiceità delle tasse, il ‘pareggiamento’ tra anatocismo attivo e passivo, e le leggi filo-bancarie e ammazza-giustizia. Emblematico silenzio dell’occidente sulle prove che l’11/9 è stato ordito da George Bush.
 
Premessa per i cittadini e gli avvocati.
È solo grazie al sostegno della magistratura degenere che i criminali al servizio della dittatura bancaria stanno potendo eliminare, mediante leggi dai bei nomi, la giustizia, affinché non li disturbi mentre bevono il sangue della società. Se ci sosterranno anche solo pochi dei moltissimi che ci condividono, li fermeremo subito. Altrimenti aspetteremo tutti il giorno in cui li fermeranno Letta, Monti, Renzi, Berlusconi, Grillo eccetera. PAS-FLB
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Non vi dolete, magistrati degeneri, perché scrivo per cercare di guarirvi da quella grave malattia mentale che è l’abiezione.
Voi che dovete essere una maggioranza schiacciante, visto che nulla possono i buoni magistrati di fronte ai crimini attivi o omissivi con cui ci avete affossati.
Senza contare che, neanche quando affiorano, come a Roma, punte strabilianti dell’iceberg della vostra pur notoria delinquenzialità, i buoni riescono a fare esplodere giustiziopoli malgrado al vostro confronto i peggiori del PSI/DC fossero signori.
Anche perché lì si esigevano tangenti per fare le cose, e qualcuna magari la facevano persino non troppo male, mentre voi mirate solo ad appendere, per interesse, le genti urlanti ai ganci da macellai della vostra pseudo giuridicità.
Giustiziopoli che, fossi in voi, cesserei di ostacolare, perché alla fine ogni corda si spezza, sicché non è più vero, come diceva quel magistrato del CSM a Cossiga, e come riporta Andrea Signini, che «dovete difendere soprattutto i peggiori, sennò la diga che avete eretto per rendervi irresponsabili e incriticabili crolla».
Cose come quelle di cui al coraggioso articolo (soffocato dal silenzio mediatico, perché hanno tutti terrore del vostro risveglio) di Rita Di Giovacchino, del Fatto Quotidiano (Giudice Schettini: «A Roma era una prassi dividere il compenso con il magistrato, 3 su 4 sono corrotti … Sono più mafiosa dei mafiosi»).
Prassi antiche che i bravi non avrebbero consentito gli facessero da aureola se fossero state delle sole sezioni fallimentari.
Non vi dolete, dicevo, perché questo non è un attacco, ma una proposta di collaborazione quale scopritore del modo di formazione del pensiero: la scoperta che occultate dal 1985 per evitare l’orrore che provereste se infrangeste la barriera del vostro inconscio fittizio e vi vedeste per i venduti, depravati, delinquenti e accattoni che siete. Termini che uso quindi, non come insulto, ma per il vostro corretto inquadramento giuridico e morale.
Inquadramento che però non basta a guarirvi, perché occorre capire i percorsi mentali attraverso i quali vi siete ammalati, abdicando   all’intelligenza e riducendovi al mero strategismo animale.
Odierna abiezione di massa per spiegare la quale – in La fase di Ilenya, la raccolta di documenti che sto per pubblicare – ho usato una donna innamorata per simbolizzare che ha pervaso anche i migliori sentimenti.
Un’abiezione cioè, quella di Ilenya, elementare, istintiva, sicché noi del PAS vi chiediamo di farvi psicanalizzare perché la vostra è invece così scientifica e ipocritamente ‘onesta’ che decifrarla equivale a decifrare l’abiezione di tutti e guarire la società.
Perché, non si sa come, siete ‘onestissimi’ eppur garanti di un potere guidato da ‘leader’ come il criminale massone bilderberghino Obama, non a caso anch’egli muto, come voi, i media e la politica, sul fatto che la stampa americana ha infine dovuto cedere e ammettere che l’11/9 è stato un’operazione del potere occidentale ordita dal massone satanico George Bush.
Obama e Bush, cioè gli astri dell’economia a cui siete venduti voi e tutti i ‘leader’ italiani; a partire dal criminale atlantista, massone deviato e bilderberghino di fatto, nonché capo del CSM, Giorgio Napolitano.
Ma occorre ora la lista dei motivi per i quali siete abietti, perché so che, per salvare l’idea di voi che vi siete inventati, vi chiuderete, magari aggredendo me, ma forse uno o due generosi si apriranno alla verità rivolgendo l’analisi verso sé, anziché contro gli altri.
Termini – «venduti, depravati, delinquenti e accattoni» (ho destinato «criminali» a Napolitano, Letta, Monti, i banchieri e altri, perché esprime stadi ulteriori dell’abiezione) – che tra poco la gente userà spesso perché sa che la cura base dell’abiezione è abolire i linguaggi eufemistici, dietro quali sennò l’abiezione si cela.
Abiezione consistente – quasi che voi magistrati degeneri, senza che i buoni  riuscissero a fermarvi, aveste abdicato anche alla qualità di uomini e donne per volgervi a quella di porci e scrofe ammontinati resi folli dalla vista del trogolo – nell’essere indifferenti alla catastrofe dell’indigenza, della disoccupazione, dei fallimenti, delle morti, usando ogni espediente per nascondere che se non si abolisce il signoraggio primario, o almeno il secondario, non c’è speranza di fermare la crisi, che è molto più di una crisi dell’economia, perché la mancanza di controllo giudiziario ha prodotto processi che hanno avvelenato l’uomo e il pianeta.
Abiezione consistente in dettaglio:
-Uno, nel non avere nazionalizzato, confiscando le sue quote, la Banca d’Italia (e quindi anche il 15% circa della BCE di cui è proprietaria), innescando così rapidamente e facilmente la sovranità nazionale internazionale, e non quella nazionale (ritorno alla lira), demagogicamente propugnata dai ‘nuovi rivoluzionari’, cioè i ‘diversamente leccaculo delle banche’, alle quali piace perché, mentre la soluzione giudiziaria sarebbe immediata, il ritorno alla lira sarebbe lungo e improbabile, oltre che insensato.
-Due, nel non avere arrestato i responsabili (quelli consci) del ministero delle finanze, della guardia di finanza e di equitalia, oltretutto pur essi zeppi di ladroni ed estorsori, perseguitando invece le genti per violazioni fiscali che sapete essere inesistenti, perché le tasse sono illecite e non vanno pagate, ma abolite, servendo solo a rastrellare denaro inverato per pagare il signoraggio primario, cioè per comprare dalla BCE il denaro da inverare che lo Stato deve produrre da sé a costo zero.
-Tre, nell’aver difeso, anziché eliminato mediante la giurisprudenza di merito, di legittimità e costituzionale, le leggi regala-soldi alle banche, pur sapendo che consentono loro di rubare ai cittadini 600/700 miliardi annui.
-Leggi tra cui quella secondo la quale l’anatocismo diviene lecito se lo si applica anche all’attivo, di cui avete asserito la legittimità fino alla corte costituzionale omettendo dolosamente che una parificazione deve essere anche quantitativa, e che bisogna ci sia un attivo, o non c’è nulla da pareggiare. Sennò è come dire che se vi si condannasse per ciò che avete causato a dieci randellate ciascuno, sarebbe uguale se la clava fosse di quercia o di gommapiuma.
«Pareggiamento» vi scrivo da tempo «tra tassi che, sui fidi, sono stati, in media, dal 22.4.2000 (data delibera CICR) al 31.12.2010, al passivo, del 13,32%, e all’attivo dell’0,87%. Con il risultato di fruttare, per il solo anatocismo, ogni 10 anni e ogni 100.000 euro, 427 euro in più al correntista, ma 203.576 euro in più alla banca».
-O quelle altre ‘norme’, in realtà vostre invenzioni rivolte, genocidi che siete, a qualificare legittimi, sol che siano previsti dal contratto bancario, crimini come le commissioni di massimo scoperto, l’accredito differito, magari di molto, dei versamenti, i tassi passivi ultra legali o attivi sub legali ecc. Cioè il lucrare interessi su prestiti di denaro altrui per di più cinquantuplicandoli attraverso il moltiplicatore monetario, ovvero il signoraggio secondario. Fingendo anche di non capire che, grazie a voi, il cittadino, di fronte al cartello bancario, non ha la libertà di non stipulare.
Quattro, nell’aver lasciato che la società si consumasse in miriadi di diatribe figlie solo del fatto che non le interrompete con i vostri provvedimenti. Perché i problemi odierni sono quasi tutti frutto di illiceità, non di immoralità, ed esistono solo perché vi fate pagare dai poteri per non risolverli.
Cose che finiranno presto perché sarà proprio il PAS a tagliare il ramo sul quale siete seduti insieme al regime bancario: l’errata convinzione – instillata, per frodarli, nelle menti dei dipendenti pubblici e privati – di dover votare la sinistra perché gli occorrono le tasse dei ricchi.
Sinistra che non è peggio della destra, del centro o dei finti rivoluzionari, ed è il maggiore artefice del fiscalismo solo perché per le banche è stato più facile comprarla, data la sua debolezza economica, pagandola con il grosso delle posizioni nell’apparato e nei media.
Tasse che, come spiegheremo ai lavoratori dipendenti, sono la loro rovina, prima che la rovina dei ‘padroni’.
Perché, per garantire il signoraggio alle banche, avete concorso a creare ai lavoratori dipendenti false convinzioni atte a manovrarli contro i loro interessi, come fargli credere, per esasperarli, di essere i soli a pagare le tasse, laddove, se da un lato essi si vedono sottrarre assurde percentuali delle retribuzioni per tributi (tasse, imposte e contributi), dall’altro quelle somme vengono pagate dai datori, e sono delle tasse sul lavoro che, nel caso dei datori pubblici, sono pagate da tutti.
Lotta tra ricchi e poveri che va mediata, perché questa lotta di tutti contro tutti per bloccare quello che non conviene a ciascuno, ha fermato ogni cosa.
Salvo cioè i casi di ricchezze o privilegi ingiusti o illeciti, come quelli delle banche, o il vostro di vendervi impunemente, bisogna tendere, non tanto a togliere a chi ha di più, ma a dare a chi ha di meno.
Cosa facile sol che si abroghino le leggi regala-soldi alle banche, perché quando (presto) si eliminerà addirittura il signoraggio, la società scoprirà di essere così ricca da non sapere più che fare della ricchezza materiale e iniziare a cercare quella spirituale.
Senza dimenticare che i colpi sempre più terribili che da ora la natura ci infliggerà causeranno che tutte le risorse materiali e morali saranno rivolte allo sforzo mondiale di fermare la catastrofe frutto delle vostre omissioni.
Impiegati pubblici tra i quali non rientrate perché non siete lavoratori, ma satrapi zeppi di agi, vantaggi e privilegi estorti con il terrore usando o omettendo la giustizia in modi e tempi funzionali solo a quello che serve a voi e alle banche vostre mandanti.
Senza neanche  bisogno di sporcarvi le mani in tanti, perché è sufficiente che il terrore lo lasciate esercitare ad alcuni mentre voi li guardate in solidale silenzio.
Sordidezze inutili perché godere di privilegi è una prerogativa ineludibile di chi ha il potere di giudicare gli altri, e ne avreste avuti di più e di migliori se, anziché svendere il vostro onore, lo aveste avuto caro.
Amare cose che, pensate un po’, mi sono venute in mente mentre scrivevo una semplice nota per pregarvi di smetterla di nominare i CTU anche nelle cause banche solo per aumentare il vostro già grande benessere, perché sono inutili, e comunque di non compensarli a suon di migliaia di euro (fino a 10.000, e in un caso 18.000), a fronte dei 3/400 che gli liquidavate prima che si creasse, tra i tantissimi altri ‘giri’ su cui già speculate, anche  il ‘giro’ nato dall’aumento di queste cause.
CTU inutili, perciò illegittimi, perché il ricalcolo dei saldi dei fidi o dei mutui è ormai facile e ripetitivo, e non si spiega che preferiate controllare i conteggi dei CTU anziché quelli offerti dall’attore e dalle vostre amiche banche.
Non so infatti se fate oggi da procacciatori per i CTU anche nelle cause di lavoro, oltre che in molti fallimenti e altro, ma dal 1975 al 1985, quando ero avvocato della Camera del Lavoro, i giudici non nominavano mai alcun CTU, ma accertavano loro i conteggi delle parti, e non c’è motivo non lo facciate anche voi nelle cause contro le banche, dove sono più semplici, oltre che meccanizzati, diversamente da allora.
Conteggi di facile verifica per i quali, tra l’altro, a noi avvocati non liquidate nulla, perché fingete di credere ai criminali al governo circa la presunta esigenza di «moralizzare gli onorari», mentre il loro e il vostro vero intento è distruggere la giustizia con ogni espediente, compreso il rendere gli onorari insufficienti per abbassare così le difese dei cittadini di fronte ai crimini delle banche, di equitalia, e di un Stato che ormai è solo un organo loro, e anche vostro; benché voi siate come i lupi, che scannano gli armenti pur non potendo mangiare che qualche pecora.
Distruggere la giustizia e gli avvocati come priorità per poter istituire la dittatura di questi uomini di merda di banchieri e dei loro scherani.
Dittatura di uomini di merda contro la quale il PAS spera sempre che anche i 300.000 avvocati italiani insorgano mandandoli in carcere a vita, data l’enormità dei  crimini commessi in concorso con voi, i partiti e i media.
CTU grosso modo sempre gli stessi e filo bancari, se no non entrano nel giro o ne vengono estromessi.
«CTU amici delle banche» che anche l’adusbef accusa di fraudolenza (‘ignoranza’ orientata in favore delle banche), ma che – a differenza dell’adusbef, che paga al sostegno mediatico il tributo di aver sempre tenuto basso il tono e il tiro – non considero il vero problema, come non considero il vero problema le banche stesse.
Perché il vero problema non è mai il ‘ladro’, il quale – politico, banchiere o eventualmente CTU che sia – ‘giustamente’ ruba, ma il ‘gendarme’, cioè voi, che giammai dovreste colludere col ladro poiché la ratio dei vostri ruoli, remunerazione e privilegi, è contrastarlo.
Cifre regalate ai CTU multiple di quelle che date in elemosina a noi avvocati, anziché contribuire voi a risanare l’economia con parte delle vostre tangenti.
Tipo i 100, 200, 300 euro che liquidate nei decreti Pinto, nei pignoramenti, e nelle altre cause; o la denegazione, nei pagamenti spontanei, sempre dei decreti Pinto, anche solo del rimborso delle spese.
Diverse migliaia di euro ai CTU per un lavoro di nessun pregio e il cui costo principale è l’inserimento dei dati a video (cinque centesimi a linea di estratto conto), giacché i conteggi li fanno i programmi, tra l’altro di solito copiati dal Controllabanche, scaricabile gratuitamente fino a qualche anno fa dal mio sito.
Cinque centesimi a linea per delle dattilografe esterne che è tutto ciò che, ad esempio, anche il mio studio chiede per fare quegli stessi conteggi per verificare la fattibilità delle cause.
Regali di migliaia di euro ai CTU – ecco la cosa più grave che avete deliberatamente causato – funzionali anche a impedire ai più poveri (perché sono tanti) di difendersi dalle angherie bancarie, perché non possiamo lanciarli in cause di poche migliaia di euro sapendo che dovrebbero pagarne magari 4/5.000 di CTU filo-bancarie.
CTU a cui consentite, con falsa ingenuità – quasi non toccasse a voi, ma a loro, conoscere le norme e la giurisprudenza – di decidere di non computare la commissione di massimo scoperto ai fini dell’usura, e in generale di applicare i criteri voluti dalla privata Banca d’Italia, anziché quelli che vi abbiamo strappato noi avvocati in trent’anni.
Cause che non c’è motivo non decidiate alla prima udienza, visto che non richiedono prove testimoniali né altre attività, e che fate durare perché le lungaggini le vogliono le banche.
Tanto più che avete un potere spaventoso, sicché avreste, se lo voleste, anche quello di ottenere quanto occorre per essere veloci.
Perché rendere la giustizia veloce e di accesso facile e gratuito, o almeno non troppo costoso, produrrebbe l’immediata civilizzazione della società; ma non si può, perché solo nell’inciviltà voi e i poteri che vi hanno comprato potete prosperare vivendo dieci volte sopra le vostre possibilità.
Tant’è che, lungi dal fare ciò che conta, fate solo ciò che serve a frenare per la scesa il carro dei poteri che, con voi a bordo (il troppo grasso alla gola vi ha ottenebrati) sta per schiantarsi contro le rocce del dissenso sociale.
Voi che fingete di non capire – nemici della società – che precludere mediante il crescente aumento dei costi e degli ostacoli le cause che i criminali bilderberghini grazie a voi a piede libero Monti e Letta e i loro mostruosi ministri definiscono ‘bagatellari’ non serve, come dicono loro, a risparmiare denaro pubblico per le spese legali di decine di migliaia di cause, ma a consentire alle lobby di rubare centinaia di miliardi attraverso centinaia di milioni di abusi tariffari, o comunque di piccolo e medio importo.
Crimini che favorite sia con la giurisprudenza che rendendo ardue, anziché promuoverle, le rimessioni alla corte costituzionale delle norme inventate per porre sempre più limiti e filtri alle cause, agli appelli e ai ricorsi per cassazione, o per le già dette eliminazioni di fatto della legge Pinto e degli avvocati.
Corte Costituzionale che deciderà poi come piace alle lobby, salvo che, trascorsi gli anni che prende per dare loro il tempo di sfruttare le leggi illegittime, le si possa abrogare senza più danneggiarle.
E senza rimedio, perché anche quei degenerati in maggioranza assoluta delle corti di Strasburgo e del Lussemburgo, o si occupano, come voi, di banalità, o non fanno altro che inseguire l’eclatante per eludere l’importante.
Banche che hanno terrore della velocizzazione che la legge Pinto stava causando e che pertanto Monti ha eliminato con la scusa di economizzare e chiamando i suoi crimini ‘salva giustizia’, ‘salva Italia’ e così via.
Un potere, badate, che è un mostro di cattiveria, ma anche di stupidità, sicché bisogna sì vincerlo, ma anche un po’ illuminarlo, perché – vedremo se sarò buon profeta anche in questo – ci si getterà tra poco in grembo piangente, dato che, avendo molto da perdere, soffrirà più di tutti dell’immensa rovina che ha causato.
Qui, insomma, amici miei, si parrà la vostra nobilitate, se ancora ne avete un briciolo: se cioè reagirete arroccandovi, diverrete più pazzi e abietti di quel che siete, e vi distruggerete da soli.
Se invece, infranta la predetta barriera del vostro inconscio fittizio, sconfiggerete il vostro strategismo e vi direte quello che siete e non avete voluto fin qui vedere, farete la «scoperta antologica», e con il vostro esempio indurrete a farla anche il resto del mondo, e lo salverete.
Amen, e che il coraggio che occorre vi sovvenga.
1.1.2014,      
                           Alfonso Luigi Marra