Albert Camus: il Nuovo Ordine Universale

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Albert Camus, storico premio Nobel per la letteratura (forse anche l’unico degno) già sul finire degli anni Quaranta, parlava apertamente di “Nuovo Ordine Mondiale”. Anzi, a voler esser precisi, egli parlava espressamente di “Nuovo ordine Universale”. Lo vorrei significare in particolar modo a tutte quelle persone che oggi (2013) sono giovani, le quali si trovano ad attraversare questa fase storica oscena: siete voi le prime vittime e non ve state rendendo conto! Sappiate (oh giovani) che vi sono un’immensità di punti in comune tra il presente e ciò che per voi appare un tempo remoto: il dopoguerra.

“E’ a tutti evidente che il pensiero politico si trova sempre più superato dagli eventi”, scriveva il Nostro, aggiungendo che “Non si potrebbe illustrare meglio il ritardo sempre più disastroso che si produce tra pensiero politico e REALTA’ STORICA”.

Con il linguaggio d’oggi, lo si definirebbe “UN MITO”. E non ci sarebbe da meravigliarsi più di tanto. I sovrani della comunicazione sono riusciti ad inquinare persino i termini più sacri dell’età classica pagana, assai cara alla cultura occidentale. Ahimè, questa disgraziata gioventù contemporanea, è stata completamente abbandonata al proprio destino; nessuno se n’è preso cura ed ora, ostaggio di un lessico primitivo, grida “MITO” al primo che passa. Pigri! Camus non era un MITO e se ne sarebbe guardato bene dal venir appellato così. Siate più audaci, acquistate un vocabolario, invece di torturarvi le meningi con questi ritrovati della tecnica. Osate!

Se – quello che oggi sarebbe stato vostro bisnonno – fu in grado d’interpretare la realtà dei suoi tempi senza internet e senza wi-fi; e se appena trentacinquenne riuscì ad intuire che “Non esistono più isole e che le frontiere sono inutili”; e riuscì a mettere nero su bianco che “Sì, quest’ordine universale è l’unico problema del momento […] che pretende da noi l’applicazione di tutte le nostre risorse d’intelligenza e volontà [… e che…] lascerà l’umanità talmente straziata ed immiserita che l’idea stessa di ordine diverrebbe definitivamente anacronistica”… gli fu possibile solamente grazie al fatto di essere stato, a differenza vostra, un UOMO LIBERO! Non pensava di esserlo: egli, Camus, lo era davvero.

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